LA CASA DEI FANTASMI di Rob Minkoff. Con Eddie Murphy, Marsha Thomason, Aree Davis, Marc John Jefferies. USA, 2003. Fantastico.
Ispirato all’attrazione Haunted Mansion di Disneyland, La casa dei fantasmi ha vinto uno Young Artist Award ed ha ricevuto altre quattro nominations. Jim Evers è un agente immobiliare costantemente oberato di lavoro, che dedica pochissimo tempo alla propria famiglia. Il giorno dell’anniversario di matrimonio, Sara, sua moglie, riceve una strana telefonata che la invita al Maniero Gracey, una vecchia casa fuori città. Fiutando un affare, Jim spinge Sara ad accettare l’offerta, ma per accontentare il desiderio della moglie di un weekend in famiglia, acconsente di portare anche i figli Megan e Michael. Gli Evers arrivano dunque al Maniero, ma non sanno che il padrone di casa, Edward Gracey, nasconde un oscuro segreto…
Cavalcando l’onda del successo de La maledizione della prima luna di Gore Verbinsky, la Disney tenta di portare sullo schermo un’altra delle giostre più famose dei suoi parchi a tema, l’orrorifico Haunted Mansion, affidando la sua riduzione al Rob Minkoff de Il re leone. L’idea sarebbe quella di realizzare una commedia per famiglie con alcuni elementi horror, così da riflettere il più possibile lo spirito dell’attrazione originale. Purtroppo, intenzione e messa in scena non sempre vanno di pari passo, e già la scelta iniziale di Eddie Murphy come protagonista fa disperare in un prodotto all’altezza dei Pirati dei Caraibi di Verbinsky. La casa dei fantasmi è un film francamente banale, a tratti volgare, decisamente infantile. I riferimenti alla giostra non mancano, ma, contrariamente all’attrazione, la noia si fa mortale, e Minkoff organizza le trovate sceniche ed i risvolti narrativi come se effettivamente si assistesse ad un baraccone, visto attraverso uno schermo invece che di persona. Eddie Murphy è, da parte sua, assolutamente insopportabile, talmente impantanato in un ruolo cucitogli addosso dal successo ottenuto da essere ormai impossibilitato ad uscirne: senza un barlume di originalità, il suo Jim Evers, già in partenza stereotipo del padre-troppo-impegnato-per-pensare-alla-famiglia, contribuisce ad appiattire ulteriormente una storia che sarebbe risultata scialba in ogni caso. Terence Stamp è qui una parodia di se stesso, decisamente sprecato per un carrozzone le cui uniche inventive notevoli sono prese di peso da Disneyland. Gli elementi horror, chiaramente, non vanno oltre a qualche scheletro semovente e qualche salto sulla sedia tali da provocare qualche strillo ai più piccoli, e qualche sbadiglio in più a tutti gli altri. Fra pretese di romanticismo, umorismo da slapstick, teste canterine, balli a mezz’aria e antichi malefici, de La casa dei fantasmi non rimane niente degno di essere ricordato, solo un’ennesima, soporifera giostra impropriamente trasferita dai parchi a tema al cinema.
TITOLO ORIGINALE: The Haunted Mansion





