Archivio per mito greco

CULT, 21.00: La dea dell’amore

Posted in commedia, woody allen with tags , , , on marzo 29, 2012 by Mino

LA DEA DELL’AMORE di Woody Allen. Con Woody Allen, Helena Bonham Carter, Mira Sorvino, Peter Weller. USA, 1995. Commedia.

Ispirato dal mito di Pigmalione e Galatea, La dea dell’amore ha vinto tredici premi internazionali, tra cui un Oscar (Migliore Attrice Non Protagonista a Mira Sorvino), ed ha ricevuto altre otto nominations, una delle quali sempre agli Oscar (Miglior Sceneggiatura Originale). Lenny Weinrib, giornalista sportivo, è sposato ad Amanda, donna in carriera che vorrebbe dei figli ma non vuole rimanere incinta per via delle ripercussioni che questo avrebbe sul suo lavoro. I due decidono allora di adottare un bambino, Max, che crescendo dimostra una acuta intelligenza. Il matrimonio di Lenny e Amanda, col tempo, ha conosciuto una profonda crisi, e Amanda ha una relazione con un gallerista d’arte; cercando un modo per reagire, Lenny si mette sulle tracce della vera madre di Max, che scopre essere Judy Orgasm, al secolo Linda Ash, prostituta e pornodiva. Fra i due nasce un’amicizia che niente ha a che vedere col sesso. Finché…

Nel mito greco, Pigmalione era un re di Cipro, talmente bravo nell’arte della scultura che creò la donna perfetta, Galatea, scolpendola nell’avorio; talmente innamorato della propria statua da non considerare più altra donna in carne ed ossa, Pigmalione implorò Afrodite di rendere Galatea reale, cosa che gli fu accordata: i due si sposarono ed ebbero un figlio, Pafo. In mano a Woody Allen il mito si trasforma, si rinnova, recupera la propria dimensione problematica di base e si applica ad un contesto completamente diverso come la New York contemporanea. Il tema delle commedie di Allen è sempre l’amore, e La dea dell’amore (in originale il titolo è un’invocazione alla Potente Afrodite) non fa certo eccezione; da bravo intellettuale, però, il regista newyorchese, che sa da dove viene la commedia moderna, trova una maniera inedita e brillante di raccontare una storia piuttosto comune, fra triangoli, crisi, tradimenti, ed inserisce un vero e proprio coro greco a commentare la vicenda, dando ai problemi di ogni giorno, alle nevrosi ed alle manie, dignità di poesia, con un’ironia impareggiabile. Il coro, dallo splendido scenario del Teatro Greco di Taormina, chiama via via a testimoni delle esilaranti versioni dei protagonisti del mito classico, da Edipo a Giocasta, da Tiresia a Cassandra, ed insieme narrano di come la crudele e potente dea Afrodite non cessi di far soffrire con i suoi malanni e le sue promesse di felicità un’umanità sempre assillata allo stesso modo; nella narrazione si inserisce la vicenda di Lenny, completamente e pienamente Woody Allen pur nella sua inedita veste di giornalista sportivo, che cerca un amore idealizzato, si muove alla ricerca delle origini di figli non suoi e rimane all’oscuro dell’esistenza della propria progenie, che viene tentato dall’amore per quella che da molti è solo una “statua” e che lui scopre persona (una bravissima Mira Sorvino), che perde e riacqusta la moglie in un gioco che probabilmente non avrà fine, attualizzando più che parodizzando le vicende della tragedia classica. Quello che poteva essere un’ennesima, dolceamara ma profondamente tragica concezione di amore, destino e sofferenza, diventa però ne La dea dell’amore uno spunto brillante per un inaspettato ribaltamento, un’ode alla vita ed all’amore nonostante tutto, positivo anche se accompagnato dall’usuale cinismo e sarcasmo che Allen non risparmia. Brillante, divertente, originale, perfettamente bilanciato, colto senza essere presuntuoso, osé senza essere volgare, La dell’amore rimane uno dei più interessanti esperimenti registici di Allen, ed una delle sue commedie più divertenti degli ultimi anni.

TITOLO ORIGINALE: Mighty Aphrodite

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