Caos calmo

CAOS CALMO di Antonello Grimaldi. Con Nanni Moretti, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Silvio Orlando. Italia, 2008. Drammatico.

Tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, Caos calmo è stato premiato con tre David di Donatello ed ha partecipati al Festival di Berlino. Racconta la storia di Pietro Paladini, la cui moglie muore improvvisamente mentre lui, al mare col fratello, sta salvando la vita ad una bagnante in punto di affogare. Rimasto solo con la figlia piccola, trova un modo particolare di elaborare il proprio lutto: ogni mattina, dopo aver accompagnato Claudia a scuola, sta tutto il giorno ad aspettarla su una panchina nel parco adiacente. A poco a poco, Pietro diventa un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona e per i propri amici e colleghi, che lo eleggono a confidente.

Film curioso, questo di Grimaldi, soprattutto se ci si è lasciati influenzare dalla spropositata campagna pubblicitaria che gravita attorno alla “famigerata” scena di sesso fra Moretti e la Ferrari (che, diciamolo, magari è eccessiva, ma la forma non poteva essere diversa: non è una scena d’amore, è una scena in cui due rabbie e due dolori si sfogano l’un sull’altra). Il modo di elaborare la perdita, il cambio di prospettiva, l’irreversibilità (rappresentata dal leit-motiv del “palindromo”, che Claudia studia a scuola, ovvero una parola o una frase che si può leggere anche al contrario, quindi reversibile), questi i cardini del film. La necessità di affrontare le proprie paure e le proprie angosce emerge ascoltando quelle degli altri, si gira pagina solo una volta che si è disposti ad accettare ciò che è successo e che non si può cancellare (ecco l’irreversibile). Il fatto, poi, che Pietro diventi il “confessore” di ogni suo amico e collega è indice di un bisogno di stabilità, di un punto fermo: Pietro è sempre lì, non si muove, è per la prima volta in vita sua stabile, è quindi uno scoglio per tutti gli altri che continuano a nuotare nel mare della vita di tutti i giorni; lui che si è fermato per un po’, può dare un aiuto significativo a chi ancora non può fermarsi. Bravo Nanni Moretti, che ha dato evidentemente del suo al personaggio: la fissa per le scarpe e per gli elenchi di cose ripetuti a mente come mantra sono due elementi caratterizzanti di quasi tutti i suoi personaggi. Se proprio si deve andare a ricercare qualcosa di gratuito e disturbante nel film, è la bestemmia nella relazione aziendale di SIlvio Orlando, che chissà come, al contrario della scena di cui sopra, non è stata criticata da nessuno.

TITOLO ORIGINALE: Caos calmo

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1 Comment

  1. Le critiche mosse sul film sono state patetiche e pesantemente parziali…come se nel libro tale scena di sesso non avesse maggior peso (10/15 pagine di clinica descrizione). Quando leggevo gli articoli su Famiglia Cristiana non sapevo se mettermi a ridere o ad urlare…ma ultimamente si preferisce la forma a la sostanza quindi si condannò 1h e 52m di film solo per i “blasfemi” 4m.

    L’unica critiche che potrei muovere è che forse Moretti c’ha messo un po’ troppo del suo.

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