300

300 di Zack Snyder. Con Gerard Butler, Lena Headey, Rodrigo Santoro, David Wenham. Usa, 2007. Fantastico.

Tratto dall’omonima graphic novel della Dark Horse Comics, 300 è una libera rivisitazione della battaglia delle Termopili del 480 a. C. La storia è risaputa: l’esercito persiano sta avanzando verso la Grecia, conquistando o facendosi alleate le città che trova. Il re spartano Leonida non intende arrendersi e, contro gli ordini degli Efori e dei politici, con un manipolo di trecento guerrieri, riesce a tenere occupato Serse e la sua armata perché tutta la Grecia possa organizzarsi per resistere all’attacco.

Ci sono due possibili letture di un film come 300, quella estetica e quella ideologica. Da un punto di vista puramente estetico, visivo, siamo davanti ad un grande film: gli attori si mettono in posa come le statue greche dell’antichità, le tecniche digitali fanno miracoli per gli sfondi e per il colore, le imponenti battaglie riescono a colpire l’immaginario dello spettatore. Da un punto di vista ideologico, il discorso è più complesso: oltre ad un’enorme espansione del ruolo della regina Gorgo (una splendida e androgina Headey), Snyder non cambia quasi una virgola dall’originale lavoro di Frank Miller, lasciando così inalterato anche il messaggio che questi voleva lasciar passare: abbiamo un’enorme massa di selvaggi che dal Sud osano venire verso il Nord accampando pretese verso terre e città, e la religione (gli Efori) e la politica sono troppo deboli o corrotte per fermarli; ecco allora che una potente elite guerriera di veri uomini occidentali mette mano alle armi e riesce a ricacciarli da dove erano venuti. A prendere sul serio un assunto del genere vengono i brividi. L’ideologia di Miller è sempre stata fascistoide, si è sempre accostato, nei fumetti, al supereroe come ad uno ubermensch nietzschano, e questa sua tendenza si è palesata una volta che non ha lavorato più per le grandi major, Marvel e DC, e ha cominciato a lavorare a progetti propri (300, Sin City, Ronin, Robocop…). Non volendo alterare niente in 300 per rispetto all’ “artista”, Snyder si è assunto il rischio e la responsabilità di lasciare inalterate anche le ideologie alla base, ideologie in cui la violenza non è un mezzo ma un fine, in cui la società si difende (letteralmente) a spada tratta contro barbari orientali che vogliono minarla. Nessuna sorpresa che Ahmadinejad se la sia presa: almeno lui ha capito contro chi è diretta stavolta la propaganda del film.

TITOLO ORIGINALE: 300

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1 Comment

  1. Capolavoro…sono un patito di grafica da computere, son metallone, adoro i momenti di pura e sudata violenza…la scena di quando escono dalla polvere col sottofondo metal pronti a fare il culo ai persiani….come definirla se non sublime.

    Idelogicamente è vero.

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