Hulk

HULK di Ang Lee. Con Eric Bana, Jennifer Connelly, Nick Nolte, Sam Elliott. Usa, 2003. Fantastico.

Senza contare i tre film tratti dalla serie televisiva degli anni ’70, Hulk è il primo lungometraggio tratto dagli omonimi fumetti della Marvel Comics. Racconta la storia di Bruce Banner, uno scienziato che sta studiando le potenzialità mediche delle radiazioni gamma, finché, in un incidente, non rimane lui stesso esposto a massicce dosi. Da quel momento, ogni volta che si trova sotto stress emotivo, ogni volta che prova rabbia o paura, si trasforma in Hulk, un enorme mostro verde dalla forza erculea che distrugge ogni cosa sul suo cammino. A tentare di fermarlo, il generale Ross, che lo vuole per l’esercito, suo padre, David Banner, che vuole usare i suoi poteri per il proprio tornaconto, e Betty Ross, che vuole salvarlo.

Progetto in cantiere fin dal 1990, Hulk è passato sotto le mani di numerosi registi ed altrettanti sceneggiatori, prima di approdare al taiwanese Ang Lee. Il tocco orientale di Lee è stato un toccasana per rinnovare il genere dei cinecomics: questo Hulk è colto ed intelligente, approfondisce psicologicamente i personaggi come nessun altro era riuscito a fare (nemmeno Raimi in Spider-Man o Singer in X-Men) e li immerge in una dimensione nuova. Fra le varie fonti di ispirazione che Lee ha usato per delineare il personaggio di Hulk e la storia del film, sono evidenti King Kong, La bella e la bestia, Lo strano caso del dottor Jeckyll e di mister Hyde, Frankenstein, Faust e la mitologia greca. Il complesso edipico fra Banner ed il padre che si risolve poi in conflitto aperto è uno dei meglio articolati degli ultimi anni, avvincente e mai banale. Gli effetti speciali sono eccezionali, ma la loro presenza non è ingombrante e si limitano a compendiare gli attori in carne ed ossa. Belle le musiche di Danny Elfman, che ormai si sta specializzando nel genere. Il cast è più che valido, con un bravissimo Bana, tormentato e malinconico, una dolcissima e materna Connelly ed un algido e spietato Nolte. Il meglio di sé lo dà comunque Sam Elliott come generale Ross. Forse qualche virtuosismo di troppo alla regia, ma se è questo il prezzo di un cinema autoriale anche in un blockbuster simile, ben venga. Probabilmente considerato troppo cerebrale in America, non ha riscosso un grande successo. Cameo per Stan Lee e Lou Ferrigno, l’Hulk della serie televisiva.

TITOLO ORIGINALE: The Hulk

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