Le cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio

LE CRONACHE DI NARNIA – IL LEONE, LA STREGA E L’ARMADIO di Andrew Adamson. Con William Moseley, Anna Popplewell, Skandar Keynes, Tilda Swinton. Usa, Nuova Zelanda, 2005. Fantasy.

Tratto dall’omonimo romanzo di C. S. Lewis, Le cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio è il primo film di una serie ispirata alla celebre saga dello scrittore inglese. Si racconta la storia di Peter, Susan, Edmund e Lucy Pevensie, quattro ragazzi che, a causa della guerra, vengono trasferiti nella villa del professor Kirke. Qui, giocando, trovano un armadio particolare, che serve da porta per un altro mondo: Narnia, un regno incantato dove vivono le creature leggendarie dei miti. Qui è in corso una guerra, fra le forze del giusto e coraggioso leone Aslan e quelle della perfida strega usurpatrice Jadis, ed i quattro ragazzi, riconosciuti come i leggendari sovrani di una profezia, vengono coinvolti.

Le cronache di Narnia voleva essere, da parte di Lewis, una sorta di Il Signore degli Anelli per i piccoli: stesse simbologie, stesse avventure fantastiche, stesso mito edificante, ma ad un livello più accessibile per coloro che, causa l’età, non avevano potuto apprezzare il lavoro dell’amico Tolkien. Il film ne riprende in un certo senso l’idea, addirittura lascia inalterate le simbologie cristiane (a volte abbastanza ingombranti) cui il regista Adamson si era detto non affatto interessato. Il risultato è dei migliori: non si tratta di una fedele trasposizione del libro, che lasciava all’immaginazione molte più cose di quanto non sia concesso al cinema, ma lascia comunque intendere una sua lettura approfondita ed una sua assimilazione. Sebbene con la spettacolarità richiesta alla Hollywood fantasy, Il leone, la strega e l’armadio riesce a concretizzare la magia dei romanzi, il fascino di creature e paesaggi ed il senso di lotta fra Bene e Male continua e terribile, ma il cui finale è sempre certo. I quattro giovani protagonisti convincono e si divertono (bravo in particolare Keynes, nel ruolo dell’odioso Edmund), splendida ed algida Tilda Swinton nei bianchi panni di Jadis. Nella versione originale, la voce di Aslan è di Liam Neeson, mentre in quella italiana, per sottolinearne la maestà, hanno scelto Omar Sharif, che purtroppo si rivela una scelta decisamente inadeguata, tingendo alcune delle scene madri di ridicolo per un casting al doppiaggio inappropriato. La maggior parte delle critiche negative fa leva su un presunto indottrinamento forzato dei bambini non tanto alla fede cristiana quanto a quella militarista. Abbastanza assurda come lamentela, considerato il contesto. Bella la colonna sonora di Harry Gregson-Williams.

TITOLO ORIGINALE: The Chronicles of Narnia: The Lion, the Witch and the Wardrobe

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2 Comments

  1. Sinceramente a me non è piaciuto per nulla…un banale fantasy che parte da una bellissima idea iniziale (quella di un inizio veramente da favola per bambini, il passaggio verso un altro mondo, etc…) finendo in un tripudio di effetti speciali e di luoghi comuni del genere. Concordo anch’io sul pessimo doppiaggio (ho sentito videogiochi e cartoni animati fatti meglio).

  2. di questo invece ho visto prima il film. Assolutamente come genere non c’entra molto con “il Signore degli anelli” che ha una storia molto più complessa. I libri sono bellissimi poi il film è altra questione, a me non è dispiaciuto. Sinceramente credo sia adatto ad un pubblico di bambini e ragazzini, mentre “IL signore degli anelli” riesce magari ad attirare anche un pubblico più adulto.

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