[REC]

[REC] di Jaume Balaguerò, Paco Plaza. Con Manuela Velasco, Javier Botet, Manuel Bronchud, Martha Carbonell. Spagna, 2007. Horror.

Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, [REC] ha vinto numerosi premi, fra cui due Premi Goya, sia in patria che all’estero. La storia segue una giornalista ed un cameraman che, per una trasmissione notturna chiamata Mentre tu dormi, accompagnano una squadra di vigili del fuoco nel loro lavoro. La prima chiamata proviene da un appartamento in cui una vecchia signora ha cominciato a dare segni di squilibrio. Giunti sul posto con la polizia, i pompieri vengono però assaliti dall’anziana donna, che azzanna e ferisce gravemente due di loro. In più, le autorità hanno sigillato il palazzo, e non c’è modo di uscire. Il pompiere ed il poliziotto morsi impazziscono a loro volta, cominciando ad attaccare tutti gli altri occupanti del palazzo.

Stupefacente horro spagnolo, [REC] sfrutta la tecnica della soggettiva come già fatto in Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato e The Blair Witch Project di Daniel Myrick e Eduardo Sanchez. La prospettiva dello spettatore è quella del cameraman Pablo, un personaggio con cui identificarsi e che quindi non si vede mai, se non per dettagli come scarpe e mani. Nell’epoca dei reality shows e dei telegiornali che filmano anche le autopsie, in cui ciò che non è ripreso non è vero, in cui ci sentiamo sempre più spettatori della nostra stessa vita, rappresentare l’orrore in termini di “documentario” nasconde una profonda denuncia contro la società dell’immagine. Nascondersi dietro un obiettivo non rende il Male meno reale, e nemmeno chi filma è invulnerabile. Un’altra polemica abbastanza trasparente è quella contro il mondo dei giornalisti in genere: nel film sono presenze ingombranti e spesso controproducenti, che pur di “preservare il diritto della gente a sapere” intralciano le azioni di chi la gente dovrebbe proteggerla. [REC] è un ottimo prodotto di genere, senza momenti di vuoto, in cui il semplice fatto che, a tutti gli effetti, lo spettatore è parte integrante della storia non permette di annoiarsi. Regala diverse scariche di autentica adrenalina, lasciando il pubblico incollato alla poltrona per tutta la sua durata. Unica pecca: le spiegazioni finali, assolutamente inutili e oltretutto farraginose, che lasciano non pochi buchi di sceneggiatura. Geniale il trailer: invece della presentazione canonica del film, Balaguerò e Plaza hanno ripreso le reazioni del pubblico alla prima del film. In Spagna stanno già preparando un sequel, mentre in America stanno girando un remake (sic…) col titolo Quarantine.

TITOLO ORIGINALE: [REC]

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1 Comment

  1. L’ho visto ieri sera…veramente bello. Questo tipo di tecnica (avendo prima visto quell’orrore…nel senso cattivo…di The Blair Witch Project) non mi ispirava molta fiducia, ma dopo Cloverfield e REC mi sono ricreduto. Anche a me sono parse una forzatura narrativa le “spiegazioni conclusive”…avrei preferito un finale alla Cloverfield…cioè nessuna spiegazione…solo angoscia ed orrore che lasciano quel senso di incompiuto e la possibilità al pubblico di immaginarsi una probabile spiegazione. Una applauso sincero.

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