Monster

MONSTER di Patty Jenkins. Con Charlize Theron, Christina Ricci, Bruce Dern, Lee Tergesen. Usa, Germania, 2003. Biografico.

Tratto dalla storia di Aileen Wuornos, la serial killer che fu giustiziata nel 2002 per l’omicidio di sette uomini, Monster ha avuto un enorme successo, regalando poi a Charlize Theron un Oscar e un Golden Globe come Miglior Attrice Protagonista. Il film comincia la storia della Wuornos da quando questa, prostituta appena trasferitasi in Florida, incontra Selby Wall. Le due legano quasi subito, diventando prima amiche e poi amanti. Per potersi mantenere, la Wuornos usa i soldi guadagnati con la prostituzione, fino a che una sera non viene picchiata, violentata e minacciata di morte da un cliente. Aileen lo uccide, e da lì comincerà una serie di omicidi che la renderanno presto la donna più ricercata d’America.

Quasi inspiegabile il grande successo di Monster. Intanto, per quanto riguarda la performance della Theron, è sicuramente apprezzabile il lavoro che ha fatto sul piano fisico, prendendo quindici chili di peso e “imbruttendosi” con il make-up, fino a diventare quasi identica alla serial killer; per quanto riguarda la recitazione vera e propria, però, si mantiene sopra le righe già dall’inizio del film, insistendo ed esagerando ogni aspetto del suo personaggio. Seconda di poi, il film stesso è decisamente ambiguo, se non pericoloso: i fatti di cronaca, le motivazioni della protagonista e le sue azioni vengono modificati quel tanto che basta per farla apparire come una sorta di eroina. Non vittima, come potrebbe tutto sommato essere condivisibile, ma eroina: il mondo è un posto cattivo, tutto ciò che la Wuornos ha fatto non è stato sintomo di un disagio mentale, ma fu una semplice e legittima difesa nei confronti degli “altri”, che sono i veri cattivi. Ogni omicidio sembra quasi istintivo, un atto spontaneo, come se scattasse qualcosa nella mente della donna ogni volta che si trovava seduta su un auto con un cliente, mentre invece le indagini ed i processi hanno dimostrato che i delitti furono tutti premeditati, tanto che si svolsero tutti in nottate di piogggia, così che la Wuornos potesse meglio nascondere le proprie tracce. La simpatia che la Jenkins prova nei confronti della donna è palese (fra le due ci sono stati diversi incontri per la preparazione del film, prima della esecuzione di lei) ed interpreta tutta la sua vita come una sorta di parabola pseudo-femminista, cercando così di trasformare un’assassina in una paladina del bene e dell’amore. Brava Christina Ricci.

TITOLO ORIGINALE: Monster

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