La Rosa Bianca – Sophie Scholl

LA ROSA BIANCA – SOPHIE SCHOLL di Marc Rothemund. Con Julia Jentsch, Fabian Hinrichs, Gerald Alexander Held, Johanna Gastdorf. Germania, 2005. Biografico.

Ispirato alla vita di Sophie Scholl e degli altri ragazzi della Rosa Bianca, La Rosa Bianca – Sophie Scholl è stato premiato al Festival del Cinema di Berlino e ad altri numerosi concorsi e manifestazioni. Monaco, 1943: Hans Scholl e gli altri membri del gruppo studentesco di resistenza non violenta al nazismo, la Rosa Bianca, stanno progettando di distribuire alcuni loro volantini all’Università. Sophie, la sorella di Hans, si offre volontaria per l’incarico. L’azione riesce, ma Sophie e gli altri ragazzi vengono scoperti dalla Gestapo, arrestati ed interrogati. Condannati a morte, non abbandoneranno mai le loro idee neanche in tribunale.

Quando si tratta di parlare di un film storico, l’impresa è sempre ardua: da una parte, infatti, si ha la vicenda trattata, dall’altra il modo in cui il regista la racconta. La Rosa Bianca non fa eccezione: la vicenda di Sophie Scholl e degli altri ragazzi che coraggiosamente si opposero al nazismo non rinunciando al loro diritto di esprimere idee contrarie a quelle del governo hitleriano è indubbiamente una bella testimonianza, una dimostrazione di come si possa scegliere, e scegliere bene nonostante le situazioni sociali, politiche o personali. D’altra parte, il film è realizzato pessimamente. Rothemund si inserisce di prepotenza nel filone “di espiazione” che da un po’ di tempo a questa parte va di moda in Germania: molti registi tedeschi si cimentano con film sul nazismo nel tentativo di distaccare il proprio popolo dalle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, ritraendo perciò come mostri o pazzi gli aderenti al partito. Questo è ciò che prova a fare Rothemund, ma i risultati sono grotteschi. Il giudice che condanna i giovani è un ritratto quasi farsesco, ricorda comicamente Yosemite Sam dei Looney Toones, ed un taglio parodistico e quasi comico come questo indubbiamente lede l’efficacia della vicenda. Anche gli altri personaggi nazisti, con l’eccezione dell’ispettore Mohr, che però è quasi un dissidente, sono dipinti a tratti anche troppo forti, facendo perdere del tutto o quasi serietà alla vicenda. Inutili e controproducenti anche i guizzi proto-femministi e le licenze ideologiche, una fra tutte, l’esecuzione dei membri della Rosa Bianca: i giovani sono stati impiccati, ma per uno strano parallelismo con i valori della Rivoluzione Francese, Rothemund preferisce metterli sulla ghigliottina al grido di “Libertà!”. Peccato, perché figure storiche come questi ragazzi meritavano di più. Molto di più.

TITOLO ORIGINALE: Sophie Scholl – Die letzten Tage

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