Kung Fu Panda

KUNG FU PANDA di Mark Osborne, John Stevenson. Con (voci) Jack Black, Dustin Hoffman, Angelina Jolie, Jackie Chan. Usa, 2008. Animazione.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, Kung Fu Panda si presenta come un sincero omaggio alla cultura cinese. Il grasso e imbranato panda Po viene accidentalmente (?) scelto al saggio maestro Oogway per diventare il Guerriero Dragone, un leggendario combattente che salverà la valle dalla furia del temibile leopardo delle nevi Tai Lung. Il maestro Shifu, i cui cinque migliori allievi sono stati scartati in favore del panda, cercherà in tutti i modi di scoraggiare Po e di farlo ritirare, ma la determinazione di quest’ultimo riuscirà a fare breccia nel suo cuore. Sempre che non sia troppo tardi per fermare Tai Lung.

Si preannunciava come un ciclone ed un ciclone è stato: Kung Fu Panda è riuscito nelle prime settimane di programmazione a guadagnare più di 600 milioni di dollari, il che nell’olimpo dei botteghini Dreamworks lo mette dietro solo a Shrek 2 e Shrek Terzo. Effettivamente, materiale per amare il panda pasticcione modellato sull’eccentrica fisicità di Jack Black ce n’è in abbondanza: una storia di formazione a metà fra Karate Kid e La spada nella roccia, citazioni a raffica da Grosso guaio a China Town ed i film di Bruce Lee e Jackie Chan, coreografie da wuxiapian, morali parafilosofiche un po’ Mulan e un po’ Matrix. Po è un protagonista eccezionale, che non si può fare a meno di amare (nonostante il pesante accento bresciano di Fabio Volo, nella versione italiana, sminuisca il fascino di alcune sue battute); il maestro Shifu strizza l’occhio a Yoda e fa felici i fan di Star Wars, il cattivissimo Tai Lung regala momenti di pura gioia visiva con la sua evasione ed il combattimento sul ponte. Dove il film è più carente è nei comprimari, nessuno dei quali veramente approfondito. Ed è un peccato, perché con attori come Angelina Jolie, Jackie Chan o Lucy Liu (rispettivamente Tigre, Scimmia e Vipera) a dar loro aspetto e voce si perde a lasciarli sullo sfondo. Nel complesso, un buon film d’animazione, capace di divertire bambini e non più bambini, e di regalare ottimi spunti di riflessione e momenti di puro divertimento. Una curiosità: l’artista visivo cinese Zhao Bandi ha denunciato la Dreamworks per vilipendio alla cultura cinese, in quanto il panda (simbolo nazionale) è stato raffigurato come figlio di un papero e, sopratutto, con gli occhi verdi (colore assolutamente negativo nella tradizione orientale).

TITOLO ORIGINALE: Kung Fu Panda

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