Princess Mononoke

PRINCESS MONONOKE di Hayao Miyazaki. Con (voci) Yoji Matsuda, Yuriko Ishida, Akihiro Miwa, Yuko Tanaka. Giappone, 1997. Animazione.

Uno degli anime di maggior successo di sempre, Princess Mononoke ha vinto quasi una cinquantina di premi, fra cui l’Oscar Giapponese per Miglior Film. Durante il periodo Muromachi, il principe Ashitaka uccide per difesa un dio cinghiale tramutatosi in demone, e si esilia per espiare la colpa della sua azione e trovare una cura per la maledizione che dal cinghiale è passata a lui. Il suo peregrinare lo porta alla Città del Ferro, governata dalla spietata Lady Eboshi. La Città è in guerra con la foresta vicina, da cui sta prendendo risorse, impoverendola. Sul fronte della foresta, assieme al dio lupo Moro ed alla sua famiglia, combatte San, una giovane umana. Ashitaka tenterà di portare pace fra le due contendenti.

Indubbiamente, Miyazaki è uno dei migliori autori del momento, per quanto riguarda il cinema d’animazione (ma anche il cinema in assoluto). Princess Mononoke è realizzato utilizzando l’animazione a mano, con qualche contaminazione del CGI nella rappresentazione dei demoni. I disegni sono puliti, nitidi, il tratto fermo e preciso, nemmeno il più piccolo particolare è trascurato: la foresta di Yakushima e le montagne di Shirakami-Sanchi a cui gli scenari si ispirano rivivono nei disegni di Miyazaki con una realtà e vividezza impressionanti. La storia è suggestiva, e sposa la tradizione con un immaginario moderno e problematiche contemporanee: l’epoca Muromachi è il periodo nel quale, secondo la tradizione giapponese, si è passati dal medioevo all’età moderna, un ponte fra due ere; è in questo tempo di nessuno che tradizione e progresso si scontrano in una guerra sanguinaria, con l’industrialismo che avanza inesorabile e gli antichi dei della natura che si difendono come possono asserragliati in magiche foreste. Due donne si fronteggiano, principi di vita che si trasformano in latrici di morte: sia Eboshi che San proteggono la propria gente, combattono come due madri che difendono i propri piccoli, con la furia unica e terribile di due leonesse. Il protagonista, Ashitaka, mediatore non troppo imparziale fra le due, è parte di ciò che verrà dimenticato con la fine del medioevo: è infatti membro della tribù degli Emishi, che storicamente in Giappone fu sterminata dal clan Yamato dopo secoli di resistenza all’autorità dell’Imperatore, che aveva sostituito gli shogun. Anche lui dunque viene consumato dalla “maledizione” che il progresso di Eboshi porta, ma al contempo è rifiutato anche dagli antichi dei: per l’uomo del passato non c’è posto, né nel futuro che avanza, né nel presente duro a morire. “Mononoke” non è un nome: in giapponese vuol dire “spirito” o “mostro”, ed è il soprannome di San rammentato un paio di volte durante il film. Sebbene la tematica ecologista la faccia un po’ troppo da padrone, togliendo la scena a molti altri temi che avrebbero potuto essere approfonditi ulteriormente, Princess Mononoke rimane uno splendido film, una grande prova autoriale appassionante e affascinante. Bellissima la colonna sonora di Joe Hisaishi.

TITOLO ORIGINALE: Mononoke Hime

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2 Comments

  1. …E da brivido la canzone finale sui titoli di coda. Proprio nel senso che mi vengono i brividi ogni singola volta che la sento.
    Splendido.
    …anche se io resto una fan de La Città Incantata… ^_^

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