Il patto dei lupi

IL PATTO DEI LUPI di Christophe Gans. Con Samuel Le Bihan, Vincent Cassel, Monica Bellucci, Mark Dacascos. Francia, 2001. Avventura.

Il patto dei lupi è, dopo La bestia di Borowczyk, il secondo film ispirato ai fatti realmente avvenuti in Francia nel XVIII secolo legati alla leggenda della Bestia del Gévaudan. Intorno al 1760, le campagne della provincia del Gévaudan sono terrorizzate da una misteriosa bestia antropofaga, che attacca donne e bambini e riesce a eludere trappole e agguati di ogni cacciatore. Per evitare la crisi civile, il Re manda ad uccidere la Bestia il cavaliere Grégoire de Fronsac, accompagnato dal fido aiutante irochese Mani. I due si ritroveranno ad affrontare qualcosa di più di un branco di lupi incattiviti, tanto da convincere gran parte della popolazione della natura sovrannaturale della Bestia. In più, l’attrazione di de Fronsac nei confronti della figlia del conte locale, Marianne de Morangias, incrementerà il numero dei suoi nemici.

Indubbiamente, quello di Gans non dev’essere visto come un film storico: i numerosissimi anacronismi, a partire dagli scontri a colpi di kung fu, ed alcuni elementi palesemente fantasiosi della storia, prevengono questo tipo di approccio. Quello che dunque rimane de Il patto dei lupi è l’avventura, intesa nel suo senso più primordiale ed epico del termine. I tempi lenti, il crescendo di intensità emotiva nei protagonisti, la progressiva conoscenza di un avversario nell’ombra, questi e tutti gli altri elementi contribuiscono a ricreare un’atmosfera d’altri tempi, una sorta di romanzo cavalleresco dark che sposa elementi di più culture mantenendo intatto il loro fascino e la loro identità. Il cast fa buon gioco sostenendo la storia, anche se Le Bihan manca decisamente del phisique du role. Dacascos, artista marziale famoso per aver interpretato Eric Draven nella serie tv de Il Corvo, si muove a suo agio nei confini di un personaggio affascinante e misterioso, che sembra essergli stato scolpito addosso. Cassel è un ottimo cattivo, odioso quanto basta per risultare credibile nelle sue scelleratezze. Alcuni elementi secondari sono decisamente troppo insistiti, come la storia parallela nel bordello o l’attrazione incestuosa di Jean-François de Morangias per la sorella Marianne, entrambi funzionali alla storia ma compiaciuti oltre il necessario. La Bestia non affascina e non spaventa, rimane una sorta di musica di fondo, l’elemento che giustifica la presenza di tutti gli altri: effettivamente, poteva essere meglio sfruttata la figura leggendaria del mostro, magari giocando sul dubbio sulla sua natura. In ogni caso, un buon film di genere, ma niente di più: le velleità di denuncia politica e sociale sparse un po’ per tutto il film lasciano il tempo che trovano e non incidono minimamente sulla storia né tantomeno sullo spettatore.

TITOLO ORIGINALE: Le pacte des loups

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