Underworld

UNDERWORLD di Len Wiseman. Con Kate Beckinsale, Scott Speedman, Michael Sheen, Bill Nighy. Usa, GB, Germania, Ungheria, 2003. Fantastico.

Diventato un cult per una buona parte degli spettatori, Underworld è il primo episodio della serie di film omonima. Da secoli ormai imperversa la guerra fra vampiri e lycan (abbreviativo di “licantropi”), due razze di creature della notte che si sfidano senza esclusione di colpi per le strade, la cui esistenza è però nascosta agli occhi del mondo. Una vampira, Selene, dopo aver visto la propria famiglia sterminata dai lycan, ha giurato di sterminarli, ed è quindi diventata una “Latrice di Morte”, una cacciatrice di lupi mannari. Una notte, però, conosce Michael Corvin, un umano da cui si sente attratta: questi viene morso da un lycan, e secondo le regole, Selene dovrebbe ucciderlo. La vampira sceglie invece di proteggerlo, innescando una serie di conseguenze che porteranno alla luce un antico complotto…

Se non fosse per un ristretto gruppo che ha eletto Underworld a film culto del nuovo millennio, ormai ci saremmo già dimenticati del film di Wiseman. Trama inesistente, personaggi appena appena accennati, assunto trito e ritrito. A livello di originalità, non c’è niente che possa far stupire lo spettatore, specie quello avvezzo al genere: di guerre fra vampiri e licantropi si parlava già nel ’48 ne Il cervello di Frankenstein con Gianni e Pinotto, mentre il vampiro innamorato dell’umano è uno dei topoi del genere (si pensi solo a Blacula o Dracula di Bram Stoker). L’idea dell’ibridare le due razze è l’unico sprizzo di novità del film, ma viene sviluppato poco e male, in modo tale che passa quasi inosservato. Oltre che il mondo cinematografico, Wiseman ha saccheggiato anche quello videoludico, tanto che la White Wolf Inc. ha denunciato il film per plagio nei confronti delle sue opere più famose, Vampire: The Masquerade e Werewolf: The Apocalypse, senza contare la serie di romanzi Sonja Blue. Il cast se la cava bene, ma ruoli così accennati non richiedono un impegno sufficiente a far emergere eventuali carenze. Rimane il dubbio del perché Bill Nighy si sia prestato ad un simile filmetto. Le tanto decantate atmosfere gotiche, le scene d’azione modello Wachowski e la mitologia “creata” come retroscena non bastano a giustificare quasi due ore di assoluta piattezza.

TITOLO ORIGINALE: Underworld

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