Star Wars – The Clone Wars

STAR WARS – THE CLONE WARS di Dave Filoni. Con (voci) Matt Lanter, James Arnold Taylor, Ashley Eckstein, Nika Futterman. Usa, 2008. Animazione.

Settimo film della saga di Star Wars, The Clone Wars si colloca fra Episodio II e Episodio III, ed è il pilota di un’omonima serie televisiva. Le guerre fra Repubblica e Separatisti sono al proprio culmine, dopo la battaglia di Geonosis: Dooku sta convincendo sempre più sistemi a passare dalla sua parte, ma i Jedi stanno riuscendo a fermare la sua avanzata. Quando Rotta, il figlio di Jabba the Hutt, viene rapito, il cancelliere Palpatine vede nella sua liberazione un’occasione per rendersi amico il boss di Tatooine ed invia il cavaliere Anakin Skywalker, con la sua nuova padawan Ahsoka Tano, a riprendere il giovane Hutt. Purtroppo, chi lo tiene prigioniero è la discepola di Dooku, Asajj Ventress, e l’impresa si rivelerà più dura del previsto.

Che Lucas non si sarebbe mai stancato della sua creatura più famosa (e redditizia) e che quindi l’Episodio III non avrebbe messo la parola “Fine” alla saga, era più che risaputo. Intrigante è stato sapere che The Clone Wars sarebbe stato un film d’animazione, con una tecnica particolare che ricorda più marionette di legno che non le figure cartoonesche o iperrealistiche delle produzioni Pixar o Dreamworks. Che poi lo stesso film sia anche l’episodio pilota di un’omonima serie televisiva è una diretta conseguenza del rifiuto di Lucas di lasciare andare il mito che l’ha reso celebre. L’impressione generale che si ha dal film, comunque, è che lo spirito di Star Wars sia effettivamente morto con La vendetta dei Sith, e che ormai il merchandising la faccia da padrone. The Clone Wars non annoia, è divertente, ha una storia tutto sommato dignitosa, personaggi ben delineati (piaccia o meno la tecnica d’animazione). Mancano però l’epica, la dimensione più sanguigna ed energica del mito, la passione, l’atmosfera di leggenda che permeava gli episodi precedenti. Già il fatto di essere un episodio di passaggio penalizza il film: l’intento principale del lungometraggio e della serie poi sarà di farci capire come lo spavaldo padawan dell’Episodio II è diventato il taciturno e serio cavaliere dell’Episodio III (prepariamoci ad una tragica fine per la povera new entry, Ahsoka). Quanto si può scrivere di innovativo o comunque di appassionante partendo solo da queste premesse? Se già qui ci sono carenze a livello di spirito del racconto, è improbabile che la serie sarà tanto meglio, anche se i tempi più dilatati potrebbero giovare. Fra le new entry, da segnalare la cattivissima Asajj Ventress, importata dall’expanded universe di Star Wars, che probabilmente sarà un villain ricorrente nella serie assieme a Dooku, Grievous ed all’ancora da introdurre sullo schermo Durge. Tornano a prestare voce ai propri personaggi Christopher Lee (Dooku), Samuel L. Jackson (Mace Windu) e Anthony Daniels (C3-PO). In ogni caso, l’errore più grande è stato quello di sostituire John Williams alla colonna sonora, rimpiazzato dall’indegno Kevin Kiner.

TITOLO ORIGINALE: Star Wars: The Clone Wars

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