Pitch Black

PITCH BLACK di David Twohy. Con Vin Diesel, Radha Mitchell, Cole Hauser, Keith David. Usa, 2000. Fantascienza.

Inizialmente pensato come singolo film indipendente, Pitch Black è diventato in poco tempo un cult movie, dando il via ad una fortunata trilogia. Una nave cargo che trasporta coloni verso un pianeta abitabile viene investita da una tempesta di asteroidi. Il vicecomandante Fry riesce ad effettuare un atterraggio di emergenza su un pianeta desertico, ma nell’impatto la maggior parte dei passeggeri muore e Riddick, un pericoloso criminale che stavano trasportando, riesce a fuggire. Il pianeta è però tutt’altro che ospitale: la notte mostruosi predatori escono col favore delle tenebre e divorano chiunque si trovi sul loro cammino. Il problema è che sul pianeta la notte dura ben ventidue anni, e il sole sta per tramontare.

Partito in sordina, sconosciuto ai più, Pitch Black ebbe un enorme successo grazie ad un inaspettato effetto passaparola, che gli regalò in breve il titolo di “cult movie”. Lo sceneggiatore di Waterworld torna alla regia dopo risultati alterni al botteghino e mette su un film che ibrida situazioni da film di fantascienza, atmosfere da horror e fotografia da western. La fotografia di David Eggby in particolare si è meritata ben due premi dalla Società Cinematografica Australiana. La storia non è particolarmente originale, saccheggiando un po’ da Aliens, un po’ da Critters (il secondo episodio della serie fu sceneggiato proprio da Twohy), un po’ da Jurassic Park e altro ancora. La fortuna del film sta tutta nel protagonista, il cinico e laconico Riddick, interpretato da un ottimo Vin Diesel. Antieroe per eccellenza, Riddick è un erede di Jena Plissken e di Mad Max, politicamente scorretto, cattivo, spietato, attraversato solo da qualche barlume d’umanità per tutto il film; Vin Diesel presta il proprio fisico e la propria fissità espressiva, calzando a pennello nel ruolo e facendone la fortuna. L’atmosfera horror/western stile Vampires contribuisce non poco a creare un clima di perenne tensione che pervade la pellicola, riuscendo a rendere angusti spazi sconfinati, iniettando nello spettatore l’infantile paura che qualcosa sbuchi da ogni angolo buio (e non ce ne sono pochi…). Ottimamente realizzato da un punto di vista tecnico, Pitch Black riesce in qualche modo a compensare ciò gli manca a livello concettuale, risultando alla fine un buon film di genere, godibilissimo e divertente.

TITOLO ORIGINALE: Pitch Black

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3 Comments

  1. Ciao! cosa intendi per livello concettuale?nel post sul seguito di Pitch Black lo definisci un gioiello del cinema di serie B………per me questo non è cinema di serie B, anzi è una piacevole sorpresa……notte!

  2. "Cinema di serie B" non è un giudizio qualitativo, con questo termine si intende solo il cinema non  prodotto dalle grandi major di Hollywood e, in qualche modo, indipendente dai grandi capitali dell'industria cinematografica. Con "livello concettuale" intendo le idee nuove del film, che oggettivamente sono un po' poche…

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