Crying Freeman

CRYING FREEMAN di Christophe Gans. Con Mark Dacascos, Julie Condra, Rae Dawn Chong, Byron Mann. Usa, Canada, Giappone, 1995. Azione.

Tratto dall’omonimo manga di Kazuo Koike e Ryoichi Ikegami, Crying Freeman è il terzo film del regista francese Christophe Gans. Yo Hinomura è il Freeman, il killer di un’antica setta cinese chiamata “I Dragoni”. La carica si tramanda di generazione in generazione: il Freeman è il protettore della Cina. Quando Emu O’Hara, artista solitaria, assiste ad un omicidio del Freeman e riesce a vederlo in volto, il suo destino sembra segnato, ma accade l’inaspettato: il Freeman si innamora di lei e decide di portarla con sé. I due sono ora braccati dalla Yakuza, che vuole vendicarsi delle perdite subite dal Freeman, e dai Dragoni stessi, che non possono permettere che il loro killer prenda una compagna.

Crying Freeman è il terzo tentativo di trasporre sul grande schermo il manga di Koike e Ikegami: nel 1990 ci avevano provato Clarence Fok Yiu-Leung con Gong Chang Fei Long (in America Dragon from Russia) e Phillip Ko con Long Man Sha Shou Tze Yo Ren (in America Killer’s Romance), entrambi a Hong Kong ed entrambi con esiti disastrosi. Gans, da occidentale, pare convinto di poter portare un approccio nuovo alla storia del killer che piange dopo ogni omicidio, ed effettivamente si discosta notevolmente dal materiale originale. Questo distacco, purtroppo, non implica affatto originalità, anzi: Crying Freeman risulta essere una piatta accozzaglia di tutti i luoghi comuni del cinema d’azione, con una narrazione più che discontinua, scene inserite senza un vero perché, una trama pasticciata e il più delle volte incomprensibile. Il barocchismo stilistico che renderà famoso Gans è ancora a venire, il film risente invece di una certa grossolanità di realizzazione. Mark Dacascos riesce a rendere ulteriormente inespressivo un personaggio che già di per sé dovrebbe essere apatico: l’umanizzazione del Freeman non è percepita dallo spettatore proprio a causa della recitazione. Anche il resto del cast lascia a desiderare, l’unica partecipazione dignitosa è quella di Tchéky Karyo, nel ruolo del detective corrotto Netah. Le coreografie sono ben realizzate, questo sì, e Dacascos non si affida alla controfigura in nessuna scena, anche se, effettivamente, per “sottolineare il proprio talento recitativo” fa poco sfoggio della sua preparazione atletica. Una manciata di combattimenti ben fatti però non salvano dalla noia, e a lungo andare Crying Freeman diventa tremendamente ripetitivo. Una curiosità: Dacascos e Julie Condra si sono conosciuti sul set e sposati poco dopo.

TITOLO ORIGINALE: Crying Freeman

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