One Piece – I misteri dell’Isola Meccanica

ONE PIECE – I MISTER DELL’ISOLA MECCANICA di Kônosuke Uda. Con (voci) Mayumi Tanaka, Goro Inagaki, Yuriko Yamaguchi, Kappei Yamaguchi. Giappone, 2006. Animazione.

Settimo film tratto dal celebre manga di Eiichiro Oda, One Piece – I mister dell’Isola Meccanica si colloca tra la saga del Davy Back Fight e quella di Water 7. Quando Rufy e compagni si imbattono in una strana vecchia, accettano di riaccompagnarla a casa in cambio del leggendario tesoro che vi è nascosto. Giunti a Mecha Island, i pirati scoprono che per trovare il tesoro è necessario risolvere una serie di enigmi, che da secoli molti studiosi cercano di decifrare. Fra questi c’è Ratchet, signore dell’isola e figlio della vecchia Roba che Cappello di Paglia ha salvato. Quando Robin comincia a risolvere gli enigmi, Ratchet sceglie di allearsi alla ciurma di Cappello di Paglia per trovare il tesoro, ma cela ben altri fini….

Dopo lo strepitoso L’isola segreta del Barone Omatsuri, la Toei voleva assicurarsi un risultato parimenti buono per il settimo film. Viene così richiamato Kônosuke Uda, regista del bel Trappola mortale, e gli viene affidata la nuova pellicola. Che I misteri dell’Isola Meccanica sia di Uda è visibile da chiunque abbia visto entrambi i film: lo stile quasi ricalca quello del quarto film, con le stesse atmosfere dark, le tempeste, le notti improvvise. Stavolta non c’è però un villain che possa competere col maestoso Gasparde: Ratchet è più un imbranato con manie di grandezza che altro, non presenta particolare spessore, né sicuramente è una figura memorabile. Tutto il film, in generale, risulta quasi insipido, pur essendo a tratti divertente e appassionante: sarà per i numerosi tagli che Uda ha dovuto apportare alla versione originale, che durava quasi due ore, sarà perché dopo L’isola segreta qualsiasi altro film avrebbe lasciato una scomoda impressione di déjà vu, ma questo I mister dell’Isola Meccanica colpisce poco l’immaginario dello spettatore, scorre via piacevolmente ma senza lasciare niente. Non si negano alcune trovate particolarmente divertenti, come i meccanismi di difesa di Ratchet, gli occhiali col tergicristallo, la corsa in ottovolante di Zoro e Nami, la tartaruga gigante o la nascita “casuale” del Gear 2nd. In ogni caso, niente di particolarmente stupefacente.

TITOLO ORIGINALE: One Piece: Karakuri Shiro no Mecha Kyohei

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