Il regno del fuoco

IL REGNO DEL FUOCO di Rob Bowman. Con Christian Bale, Matthew McConaughey, Izabella Scorupco, Gerard Butler. GB, Irlanda, USA, 2002. Fantastico.

Ennesimo film sui draghi di Bowman, Il regno del fuoco è stato uno dei maggiori successi del 2002 in Inghilterra. Nel 2008, degli scavi archeologici nel sottosuolo di Londra hanno risvegliato delle creature antichissime ibernate da millenni. In pochissimo tempo, i mostri, del tutto simili ai draghi delle leggende, trasformano il pianeta in un deserto inospitale, in cui le piccole colonie di umani rimaste vivono alla giornata in una continua battaglia per la sopravvivenza. Una di queste, guidata da Quinn Abercromby, attende che i draghi tornino prima o poi in ibernazione, ma altre, come quella guidata dall’americano Denton Van Zan, tentano con ogni mezzo di uccidere le bestie e riconquistare la Terra.

L’idea di base de Il regno del fuoco è divertente ed accattivante: riproporre in chiave moderna i racconti medievali sui cavalieri ed i draghi, inserendo il mito in un ambiente post-apocalittico che rifà il proprio immaginario a Mad Max ed ai film sul post-nucleare. E la realizzazione dell’idea, almeno in partenza, convince: i draghi del film non sono demoni o mostri mitologici, ma animali preistorici, studiati dai paleontologi come i possibili sterminatori dei dinosauri, e perfino al loro respiro infuocato viene data una base (più o meno) scientifica; il campo base dei protagonisti è immancabilmente un vecchio castello nel Northumberland, anche se le gesta eroiche narrate al suo interno sono scene da L’Impero colpisce ancora e gli eroici cavalieri sono yankee in sella a bolidi motorizzati. Oltre l’idea, però, Bowman non riesce ad andare e si perde in un intreccio banale e scontato, un’ennesima riproposizione del tema di Moby Dick, con un Ahab esaltato interpretato da un inedito McConaughey. Perfino Bale non riesce a dare del suo meglio in un contesto talmente riciclato e l’interpretazione ne risente parecchio. Rimangono di buono gli stupendi esterni, per una fotografia magistrale, ed effetti speciali che non fanno rimpiangere la visione del film. Per il resto, Aliens, Spiriti nelle tenebre, Interceptor, King Kong, i film sui kaiju, Tarantola e chi più ne ha più ne metta, si ritrovano tutti in un minestrone di citazioni al limite del plagio, in una banale successione di eventi che niente lascia alla sorpresa. Peccato, perché le premesse per una buona rivisitazione del fantasy c’erano tutte.

TITOLO ORIGINALE: Reign of Fire

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