Dragonheart

DRAGONHEART di Rob Cohen. Con Dennis Quaid, David Thewlis, Pete Postlethwaite, Dina Meyer. USA, 1996. Fantasy.

Terzo film cinematografico di Rob Cohen, Dragonheart è grosso modo tratto dal racconto di Roger Zelazny L’affare San Giorgio. L’ultimo cavaliere della Tavola Rotonda, Bowen, rimane disilluso nei confronti degli ideali della cavalleria quando il suo pupillo, il principe Einon, diventa uno spietato tiranno. Convinto che il responsabile del cambiamento del ragazzo sia il drago che gli ha salvato la vita tempo addietro, Bowen diventa un cacciatore di draghi, arrivando col tempo quasi a estinguerli. Quando però conosce Draco, l’ultimo drago rimasto, questi lo convince a non combattere e a mettersi in società, onde salvare il drago dall’estinzione ed il cavaliere dalla disoccupazione. Non ci vorrà molto tempo perché fra i due nasca una profonda amicizia.

Cohen dimostra la propria passione per i draghi sin dagli esordi, e lo fa, almeno stavolta, in grande stile. Dragonheart è un film inaspettato, conoscendo la filmografia del regista, capace di catapultare lo spettatore in un mondo magico, reso reale dalle splendide ambientazioni e dagli effetti speciali della IL&M, davvero strepitosi. La storia del cavaliere disilluso che riacquista i propri valori grazie al nemico di sempre, un drago, coinvolge senza troppi pietismi, e la scena con Bowen davanti agli spettri di Artù e dei suoi paladini riesce perfino a commuovere. Dennis Quaid sembra nato per il ruolo, dà corpo e anima ad un personaggio d’altri tempi e riesce a dargli credibilità; la splendida Dina Meyer, sebbene il suo ruolo sia stereotipato e fin troppo abusato, riesce comunque a dare carattere alla propria Kara; incredibilmente efficace Thewlis come cattivo, talmente calato nel ruolo da danneggiare la propria performance, praticamente cancellando col suo fare odioso la parte in cui avrebbe dovuto essere un “bravo ragazzo”; macchiettistico e tutto sommato trascurabile Postlethwaite; la scena è tutta di Sean Connery, che presta la voce e le espressioni facciali allo splendido Draco, a tutt’oggi uno dei migliori draghi mai realizzati col CGI. Nella versione italiana, anche Gigi Proietti non sfigura al confronto con l’attore scozzese e dà espressione e passione al personaggio. La colonna sonora di Randy Edelman è diventata leggendaria, sfruttata da molte major soprattutto per il montaggio dei trailer, specie la splendida To the stars. La regia non dà particolari rimpianti, anzi: sembra che Cohen fosse più abile agli inizi che non con gli ultimi lavori. Un fantasy a tutto tondo, che vede la riscoperta degli ideali di un mondo antico nel mentre questo sta tramontando definitivamente: nostalgico, affascinante, emozionante.

TITOLO ORIGINALE: Dragonheart

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