Léon

LEON di Luc Besson. Con Jean Reno, Natalie Portman, Gary Oldman, Danny Aiello. Francia, 1994. Azione.

Girato sull’onda del successo di Nikita, Léon è il sesto film di Luc Besson ed il film d’esordio di Natalie Portman. Léon è un killer professionista, invisibile, infallibile, che lavora per la famiglia mafiosa di Tony, un boss locale. Quando la sua giovane dirimpettaia, Mathilda, vede la propria famiglia massacrata dagli agenti della narcotici per una questione di droga, chiede aiuto e ospitalità proprio a Léon. La scoperta che questi è un assassino non la turba affatto, anzi: Mathilda insiste per diventare sua apprendista e poter così, un giorno, vendicare la sua famiglia. Inizialmente contrariato, Léon si arrenderà alla ragazzina, iniziando a sviluppare con lei un rapporto profondo.

Dopo il successo di Nikita, Besson ha voluto girare un film analogo, mantenendo le stesse ambientazioni e lo stesso genere. Jean Reno viene richiamato per un ruolo praticamente identico a quello del suo Victor di Nikita, ma stavolta la fa da protagonista. Léon è una sorta di favola metropolitana, un La bella e la bestia con i ruoli continuamente confusi ed invertiti. Sì, perché se Léon appare un killer spietato e a sangue freddo all’inizio, basta poco per capire che ha l’intelletto di un bambino e la stessa ingenuità e “purezza”, mentre la piccola Mathilsa si dimostra ben più smaliziata e, a tratti, “cattiva”. Un film ambiguo, che affascina e disturba ad un tempo, sorretto principalmente da un cast brillante. I due protagonisti danno quelle che a tutt’oggi sono fra le loro migliori performance: Jean Reno intenerisce e spaventa, rende perplessi e addolorati, si cala nel personaggio grazie ad una mimica facciale ormai caratteristica e ad una preparazione fisica rigorosa; Natalie Portman è eccezionale, probabilmente la migliore attrice sullo schermo, che alterna il ruolo di bambina spaventata a quello di femme fatale senza apparente soluzione di continuità. Peccato per Gary Oldman, che rimane un po’ troppo sopra le righe per tutto il film. Esiste una versione Director’s Cut del film, decisamente migliore dell’originale passata nei cinema, in cui il rapporto fra Léon e Mathilda viene ulteriormente approfondito e si scopre qualcosa sul passato del killer. La colonna sonora firmata Eric Serra, con partecipazione di Sting e della sua splendida Shape of my heart, accompagna armonicamente il film, rendendo palpabili e pulsanti emozioni e personaggi. Indipendentemente da come la si pensi sulla storia, decisamente morbosa e conturbante, per quanto platonica, Léon non può non lasciare il segno, anche grazie ad un’ottima realizzazione tecnica. Una curiosità: la Portman, dopo il film, ricevette lettere esplicite da parte di pedofili; la cosa l’ha turbata tanto che da allora, fino al recentissimo Hotel Chevalier, si è sempre rifiutata di girare scene di nudo.

TITOLO ORIGINALE: Léon

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