Il Caimano

IL CAIMANO di Nanni Moretti. Con Silvio Orlando, Margherita Buy, Michele Placido, Nanni Moretti. Italia, 2006. Drammatico.

Uscito poco prima delle elezioni del 2006, Il Caimano è stato uno dei maggiori successi dell’anno. Il produttore Bruno Bonomo, per salvare la sua casa di produzione dal fallimento, accetta di realizzare il progetto dell’esordiente Teresa. La ragazza vorrebbe girare un film su Berlusconi, Il Caimano, ma la realizzazione si rivela problematica sin dalle prime battute, con fondi inesistenti, attori che danno forfait e via dicendo. In più, la famiglia di Bruno è allo sbando, con la moglie Paola che ha deciso di chiedere il divorzio e l’affidamento del figlio. Riuscire a girare Il Caimano diventa per Bruno una questione sempre più personale, come se la buona riuscita del film potesse risolvere anche il resto della sua vita.

Ovviamente, per un film come Il Caimano, le polemiche si sono scatenate perfino prima della sua uscita nelle sale, con molti politici italiani che ne hanno chiesto addirittura la posticipazione in quanto avrebbe potuto influenzare l’elettorato, ottenendo solo di fare ulteriore pubblicità al film. Ora, quello di Moretti non è affatto un film politico: Il Caimano racconta degli italiani, delle loro manie, dei loro vizi, e certamente l’avvento di Berlusconi ha influenzato la vita dei cittadini del Bel Paese, nel bene e nel male (per Moretti, più che altro nel male). I protagonisti della vicenda sono Bruno, la sua famiglia ed il suo film: tutto il resto è cornice. Indubbiamente, la pellicola è un ottimo esempio di metacinema, col film nel film che si sviluppa parallelamente alla vita del regista, con riferimenti nella vita del personaggio di Silvio Orlando a quella di Berlusconi (impossibile non pensare a Veronica Lario quando si vede Margherita Buy nei panni della sanguinaria Aidra), con tre attori per lo stesso personaggio a seconda del periodo della sua vita che si vuole rappresentare. Certo, per quanto ne possa dire Moretti, è impossibile non “notare” frecciate, accuse (per quanto fondate) o prese di giro nei confronti di Berlusconi, per cui le difese in nome della neutralità del film sono oltremodo pretenziose. L’unico difetto del film, effettivamente, è Moretti stesso: dopo poco, sembra farsi prendere la mano dalla vicenda che narra e perde il senso della misura, sia per quanto riguarda la parte familiare che quella politica del film. Criticando, più che legittimamente e fondatamente, determinate abitudini degli italiani e dei loro governanti, Moretti se ne tira in qualche modo fuori, come se la cosa non lo riguardasse affatto, ma il modo di condurre il film indica precisamente il contrario. La guerra civile su cui si chiudono entrambi i “Caimani” (quello di Moretti e quello di Teresa) è, più che una previsione, una provocazione gratuita, non giustificata da nient’altro all’interno del film e, soprattutto, non in linea con la dichiarazione di intenti che lo stesso regista aveva fatto. La riflessione sul consumismo, sulla decadenza dei valori e sulla intrinseca stupidità del popolo italiano si perdono in un’esplosione di astio personale che nulla ha da invidiare a quello di Moore in Fahrenheit 9/11. Un’occasione sprecata, ma forse prevedibilmente. Si susseguono camei di numerosi registi e sceneggiatori: Paolo Virzì, Paolo Sorrentino, Giuliano Montaldo, Carlo Mazzacurati, Renato De Maria, Matteo Garrone, Stefano Rulli. Bella la colonna sonora di Franco Piersanti, che torna a lavorare con Moretti dopo Bianca.

TITOLO ORIGINALE: Il Caimano

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