La danza dei morti

LA DANZA DEI MORTI di Tobe Hooper. Con Jessica Lowndes, Jonathan Tucker, Marilyn Norry, Robert Englund. USA, Canada, 2005. Horror.

Terzo episodio della prima stagione di Masters of Horror, La danza dei morti è tratto dall’omonimo racconto di Richard Matheson. In un futuro post-apocalittico, la giovane Peggy vive sotto l’occhio vigile della madre, Kate. Un giorno, però, Peggy conosce Jak, un motociclista tossicodipendente, di cui si innamora. Una notte, decide di andare con lui di nascosto alla Doom Room, un locale a Muskeet, una cittadina poco distante che la madre le aveva sempre proibito di visitare. Al night club, Peggy assisterà ad uno spettacolo raccapricciante: i cadaveri vengono rianimati con una strana droga dal proprietario del locale, il misterioso MC, e fatti danzare a forza di scariche elettriche per la gioia del pubblico…

Di sicuro impatto l’episodio di Tobe Hooper, veterano del genere che ha regalato al pubblico piccole perle come l’originale Non aprite quella porta o Poltergeist – Demoniache presenze. Il contesto di questo La danza dei morti, come è realizzato, richiama molto il mondo futuristico di Mad Max e dei vari emuli, un mondo dominato da violenza ed anarchia, in cui vita e morte non hanno alcun valore e, tutto sommato, non differiscono più di tanto fra sé. Dove Matheson inseriva elementi di occultismo, però, Hooper sostituisce tutto con la ben più fredda ed impersonale scienza, una tecnica che spersonalizza l’uomo nell’illusione della vita. Non è un caso che la sostanza data ai morti per rianimarli sia anche una potente droga per i vivi: se i cadaveri sono un po’ persone vive, di riflesso anche i vivi sono un po’ morti dentro. Robert Englund, sempre più macchiettistico, passa dagli incubi personali di Nightmare a quelli più globali ed apocalittici di una guerra chimica, più volte profetizzata e temuta dalla difesa degli USA, interpretando un personaggio inquietantissimo, che somma necrofilia ad avidità, speculando sulla morte dei vivi e sulla vita dei morti. E’ proprio in questa antinomia che sta lo spirito del film, non terrificante ma decisamente orrorifico. Uno dei film più interessanti della prima stagione, che cita un po’ Romero e un po’ Miller, senza perdersi in un cinema di collage alla Tarantino.

TITOLO ORIGINALE: Dance of the Dead

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