Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN di Alfonso Cuaròn. Con Daniel Radcliffe, Michael Gambon, Maggie Smith, Gary Oldman. GB, USA, 2004. Fantasy.

Tratto dall’omonimo romanzo di J. K. Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è il terzo film della saga del maghetto. Al ritorno a Hogwarts Harry ed i suoi amici trovano una sorpresa: la scuola è pattugliata dai Dissennatori, inquietanti creature oscure, che sono lì per evitare l’ingresso di un pericoloso evaso dalla prigione di Azkaban: si tratta di Sirius Black, implicato nella morte dei genitori di Harry. Nonostante i Dissennatori, però, Black riesce a introdursi nella scuola e sembra intenzionato a raggiungere Harry. Questi, insieme agli inseparabili Ron e Hermione, deciderà di prendere in mano la situazione e di indagare sul pericoloso criminale.

Da uno dei romanzi migliori, il peggiore dei film: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è decisamente la più deludente trasposizione della saga. L’unica regola esistente per quanto riguarda film tratti da materiale già esistente, che siano romanzi, opere teatrali o fumetti, è che non siano dipendenti dalla fonte, comprensibili e godibili di per sé, anche a scapito della fedeltà dall’originale. Cuaròn non riesce a rendere il proprio film indipendente dalla fonte, anzi, omettendo determinati dettagli e cambiando l’ordine temporale di alcuni eventi senza poi “rimediare” in qualche modo, lo rende assolutamente incomprensibile per chi non abbia letto il libro in precedenza. Certo, è piacevole l’atmosfera horror-decadentista aggiunta dal regista spagnolo, che si sposa bene con i nuovi personaggi dei Dissennatori, ma non bastano le atmosfere per fare un buon film. Le new entry sono di tutto rispetto: Michael Gambon interpreta Silente al posto di Richard Harris, morto nel 2002, ma si ritrova a ritrarre un personaggio che dalla precedente aura di saggezza e mistero è stato ridotto quasi ad una spalla comica; Gary Oldman mette il proprio irrefrenabile talento al servizio del sociopatico Sirius Black, scivolando però troppo spesso sopra le righe e rendendo il personaggio un vero e proprio psicopatico; Timothy Spall è perfetto nel ruolo del codardo e malvagio Peter Minus; David Thewlis non si trova invece a proprio agio nei panni mutaforma del professor Remus Lupin, e prosegue per tutto il film con la stessa espressione smarrita; Emma Thompson sembra nata per il personaggio di Sibilla Cooman, cui dà un’ottima interpretazione. Nel complesso, comunque, un film non riuscito, che non riesce ad affrancarsi dalla propria origine letteraria e quindi a “vivere di vita propria”. Resta il dubbio che forse, mantenendo Columbus alla regia, i risultati sarebbero stati ben diversi.

TITOLO ORIGINALE: Harry Potter and the Prisoner of Azkaban

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