Il gusto dell’ossessione

IL GUSTO DELL’OSSESSIONE di Mick Garris. Con Henry Thomas, Matt Frewer, Lucie Laurier, Jake D. Smith. USA, Canada, 2005. Horror.

Tratto da un racconto di Mick Garris, Il gusto dell’ossessione è il quinto episodio della prima stagione di Masters of Horror. Jamie, giovane divorziato, lavora in una ditta di aromi artificiali. Un giorno sente, dal nulla, sapore di cioccolato: è l’inizio di una lunga serie di esperienze che lo vedranno condividere le sensazioni di una donna sconosciuta. In preda a frequenti allucinazioni, Jamie decide di conoscere questa donna, di cui si è innamorato vivendo attraverso i suoi occhi. Le sue ricerche lo porteranno fino al Canada, dove finalmente incontrerà la ragazza, ma la realtà potrebbe dimostrarsi ben diversa dal sogno…

Mick Garris è un regista di secondo piano nel panorama di genere, lavorando specialmente come sceneggiatore e quasi esclusivamente in televisione; ha comunque il merito di essere l’ideatore ed il realizzatore pratico della serie di Masters of Horror, cui ha giustamente deciso di contribuire con un film per stagione. Il gusto dell’ossessione è tratto da un suo racconto, la paternità è in un certo senso doppia: è quasi assente il rischio di stravolgimenti di intenti o di poetica o impoverimento del materiale originale. Il problema qui sta tutto nel fatto che già il materiale di partenza non offre granché, perlomeno non per un film del genere. Per quanto possa inizialmente essere intrigante la storia di un uomo che vive la vita di una sconosciuta, si esaurisce presto la curiosità e la lentezza esasperata del film non porta le conclusioni al momento  giusto per salvare l’attenzione dello spettatore. Il problema, si potrebbe dire, è tutto nel contesto: difficilmente si può inserire un film tanto (esclusivamente) intimista e psicologico in una raccolta di film dell’orrore; i tempi sono diversi, il respiro è diverso, il modo di rapportarsi alla storia è diverso, e Garris sembra accorgene solo verso la fine, quando la conclusione diventa frenetica ed anche il finale sembra un colpo d’accetta sulla pellicola. Questione di sensibilità, probabilmente, ma Il gusto dell’ossessione appare decisamente fuori posto. Peccato, perché magari avrebbe potuto essere apprezzato se presentato in vesti differenti e con una durata maggiore: decisamente l’ora di rito non è sufficiente a contenere un film del genere, che per definizione richiede spazi più ampi. Il solito velo pietoso sul titolo italiano.

TITOLO ORIGINALE: Chocolate

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