Shrek

SHREK di Andrew Adamson, Vicky Jenson. Con (voci) Mike Myers, Cameron Diaz, Eddie Murphy, John Lithgow. USA, 2001. Animazione.

Tratto dall’omonimo libro per bambini di William Steig, Shrek ha vinto l’Oscar per il Miglior Film d’Animazione. In una remota palude, vive il volgare e misantropo orco Shrek. Dopo aver messo in fuga gli uomini dello spietato tiranno Lord Farquaad che volevano bandirlo, l’orco si ritrova con la sua palude trasformata in un terreno d’esilio per tutte le creature delle fiabe. Accompagnato dal logorroico Ciuchino, Shrek va a protestare da Farquaad, che accetta di restituirgli la palude a patto che lui salvi, per conto del sovrano, la bellissima principessa Fiona dalle grinfie di un drago. Inutile dire che, ansioso di ritornare all’isolamento, Shrek accetta immediatamente.

Uno dei fenomeni cinematografici e di costume più incisivi degli ultimi anni, Shrek ha definitivamente consacrato la Pixar come principale rivale della Disney. Il film ha ottenuto un immenso successo di pubblico e critica, e a buon ragione: politicamente scorretto, cattivo, divertente, riesce a ribattere colpo su colpo con citazioni cinefile e parodie ai buonismi della rivale, senza tralasciare la “morale” per grandi e piccini. Il tema è lo stesso che la Disney ha adottato per i suoi La bella e la bestia e Il gobbo di Notre Dame: la bellezza e l’apparenza non contano niente in confronto alla ricchezza interiore, e non si legge un libro dalla copertina. Fin qui, niente di nuovo: ma il modo scanzonato ed irriverente con cui Adamson e Jenson trattano il tema non può non conquistare, grazie a personaggi azzeccatissimi ed uno stile narrativo irresistibile. L’animazione è impressionante, avanzata al punto che Adamson decise di rendere più “cartoonesca” la principessa Fiona, diventata fin troppo realistica. I personaggi sembrano essere cuciti addosso ai rispettivi doppiatori, in modo particolare Fiona, splendida ma di carattere come Cameron Diaz, e Ciuchino, irrisorio, irritante, con onnipresente sorriso a cinquanta denti come Eddie Murphy. Le frecciate alla Disney non si limitano alle parodie dei suoi cartoni più celebri (fra tutti, Biancaneve e i sette nani, La bella addormentata nel bosco, Peter Pan, Le avventure di Robin Hood), ma anche con sottili giochi di animazione: il volto del cattivissimo Farquaad è quello dell’amministratore delegato della Walt Disney Company, Michael Eisner, che licenziò nel 1994 uno dei fondatori della DreamWorks, Jeffrey Katzenberg. Fra gli altri film citati spiccano Matrix, Il laureato e Jurassic Park, sempre con uno stile amorevolmente irriverente. La colonna sonora è curata, fra gli altri, dagli Smash Mouth, gli Eels, i Proclaimers, Jason Wade, Rufus Wainwright, Joan Jett, i Baha Men ed altri, che riescono a creare un’atmosfera a tratti giocosa, altre volte quasi drammatica, che ben si sposa con le (dis)avventure dello scorbutico orco. Uno dei film d’animazione più innovativi e geniali degli ultimi tempi, che è diventato in pochissimo tempo un cult movie per ogni generazione. Imperdibile.

TITOLO ORIGINALE: Shrek

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