Shrek 2

SHREK 2 di Andrew Adamson, Kelly Asbury, Conrad Vernon. Con (voci) Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Antonio Banderas. USA, 2004. Animazione.

Sequel di Shrek, Shrek 2 è stato uno dei maggiori successi al Festival del Cinema di Venezia. Shrek e Fiona sono finalmente sposati, ma le avventure non sono proprio finite: avendo sentito che l’amata figlia ha trovato marito, il re e la regina di Molto Molto Lontano invitano Fiona e consorte a palazzo. Il problema è che non sanno che Shrek e Fiona sono ora una felice coppia di ributtanti orchi. Se il rapporto con i suoceri si fa subito complicato, non aiuta l’intervento della Fata Madrina, furiosa perché Fiona avrebbe dovuto sposare suo figlio, il Principe Azzurro. Se ne vedranno delle belle.

Sono molto rari i casi in cui un film come Shrek riesce a mantenere la propria verve e la propria vis comica intatte anche in un eventuale seguito; fortunatamente, è proprio il caso di Shrek 2. Usando tutti gli elementi che hanno fatto grande il primo episodio (umorismo cattivo, citazioni cinefile, trasposizione del contemporaneo in un contesto di fiaba) Adamson e gli altri riescono a creare un sequel che non è all’altezza dell’originale, ma lo supera di una buona spanna. Il merito è di una storia più eleborata e di intrecci più appassionanti, di gag particolarmente azzeccate, di parodie irresistibili (Da qui all’eternità, Mission: Impossible, La Sirenetta e molti altri) e soprattutto di personaggi eccezionali. Su tutti, troneggia il Gatto con gli Stivali di Antonio Banderas, un concentrato di tenerezza, umorismo e onore cavalleresco da cui è impossibile non essere conquistati; altre new entry vedono John Cleese nel ruolo del bisbetico re Harold, Julie Andrews come la materna regina Lillian, Rupert Everett come il vanitoso e infantile Principe Azzurro, Jennifer Saunders nei panni della capitalistica e spietata fata Madrina, ed il giornalista Larry King negli scomodi panni della sorellastra transgender di Cenerentola. Divertente la trasformazione di Beverly Hills in un regno fiabesco, con la celebre Rodeo Drive che diventa Romeo Drive e molte marche famose che vengono analogamente storpiate. Sebbene il tema di fondo sia sempre lo stesso (l’accettazione del diverso, l’aspetto fisico secondario alla bellezza interiore ecc) Adamson riesce a riproporlo in modo fresco e innovativo rispetto al primo episodio, stavolta facendo diventare belli Shrek e Ciuchino. La colonna sonora rimane all’altezza delle aspettative, con un Henry Gregson-Williams in gran forma, coadiuvato stavolta da Jennifer Saunders (che rifà Holding out for a hero di Bonnie Tyler), Eddie Murphy e Antonio Banderas in duetto su Livin’ la vida loca di Ricky Martin, e poi Tom Waits, i Lipps Inc, i Counting Crows, Joseph Arthur, Pete Yorn, David Bowie e molti altri. Uno spettacolo impedibile, che va oltre anche le più rosee aspettative.

TITOLO ORIGINALE: Shrek 2

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