Men in Black

MEN IN BLACK di Barry Sonnenfeld. Con Tommy Lee Jones, Will Smith, Linda Fiorentino, Vincent D’Onofrio. USA, 1997. Fantascienza.

Tratto dall’omonima serie a fumetti della Malibu Comics, creata da Lowell Cunningham, Men in Black ha vinto un Oscar per il Miglior Trucco e vari Mtv Awards e Saturn Awards. Gli alieni esistono, e vivono fra noi. La Terra, anzi, è un vero e proprio porto di mare per migliaia di razze diverse. A controllare l’afflusso di viaggiatori, l’eventuale presenza di clandestini e la condotta dei residenti, c’è un’unica organizzazione segreta: i Men in Black. Il poliziotto newyorchese Jim Edwards è appena stato arruolati fra i MIB, ma dovrà subito scontrarsi con un pericolosissimo alieno che si nutre di morte e distruzione, la Piattola.

Dopo La famiglia Addams, Sonnenfeld torna a girare una fantacommedia, stavolta con ambientazioni futuristiche e gadget alla Flash Gordon: il successo è stato strepitoso, tanto che perfino la misconosciuta serie di fumetti è tornata (per breve tempo) in auge. Effettivamente, nel film di Sonnenfeld c’è di che rimanere soddisfatti, sempre che si accetti di passare poco più di un’ora e mezza di semplice e puro intrattenimento. Lo sceneggiatore Ed Solomon si beffa delle manie degli ufologi e delle leggende metropolitane, creando una parodia divertente e scanzonata, che riesce e dare piccole perle di pseudo-saggezza zen leggendo fre le righe dei dialoghi ed in un disarmante colpo di scena finale, puntato al ridimensionamento dell’antropocentrismo. Il cast è in stato di grazia: il burbero Tommy Lee Jones si diverte a interpretare un ispettore Callahan dello spazio, intessendo il film di ironia; Will Smith, fra improvvisazioni e reinterpretazioni del testo originale, aggiunge la sua verve innata alla pellicola; Rip Torn è Z, il capo dei MIB, una quasi comparsata eccezionale; Vincent D’Onofrio interpreta invece la cattivissima Piattola, è la sua recitazione fatta quasi interamente di movenze non può non risultare esilarante; Linda Fiorentino è il macabro medico legale Laurel Weaver, il cui nome è un omaggio alla protagonista della serie Alien e che, come la Weaver originale, riesce a mettere sullo schermo un buon esempio di donna emancipata che sa far valere le proprie ragioni anche con alieni alti quattro metri. Nel complesso, un divertissement che non fa rimpiangere la visione, pieno zeppo di citazioni cinefile e di omaggi alla fantascienza anni ’50. La colonna sonora, che vede Danny Elfman affiancarsi a Will Smith, i Destiny’s Child, Alicia Keys, Snoop Dog e molti altri, è abbastanza variegata da accontentare ogni genere di spettatore.

TITOLO ORIGINALE: Men in Black

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