Omicidio a luci rosse

OMICIDIO A LUCI ROSSE di Brian De Palma. Con Craig Wasson, Gregg Henry, Melanie Griffith, Deborah Shelton. USA, 1984. Thriller.

Uno dei film più controversi e contestati di Brian De Palma, Omicidio a luci rosse costò al regista perfino un Razzie Award come Peggior Regia. L’attore di film horror Jake Scully vede la propria vita andare a rotoli: a causa della sua claustrofobia perde un lavoro importante, lascia la fidanzata che scopre a letto con un altro e perde la casa. Il conoscente Sam Bouchard gli offre allora un lussuoso attico in cui stare per un po’. Jake prende l’abitudine di osservare la vicina di casa che, tutte le sere, si esibisce in un solitario spogliarello davanti alla finestra. Una sera, però, la donna viene brutalmente assassinata e Jake diviene uno dei maggiori sospetti. Per scagionarsi, l’attore comincia a fare delle indagini per conto proprio.

Sicuramente uno dei film più intriganti di De Palma, Omicidio a luci rosse sposa gli elementi riccorrenti del cinema del regista americano con uno stile quasi hitchcockiano. Lo spunto è tratto ovviamente La finestra sul cortile, La donna che visse due volte e Il delitto perfetto del maestro del brivido, ma De Palma ci mette del suo, in un’indagine sulla perversione, sulla misoginia, su quanto di peggio può offrire la mente umana. Il regista riesce a trasferire sapientemente la claustrofobia del protagonista allo spettatore, così come la perversione e la morbosità. Il risultato è un’interessante commistione di punti di vista, con un De Palma abbastanza affermato da avere un proprio stile riconoscibile, ma con un occhio sempre rivolto al maestro Hitchcock. Il mondo californiano della pornografia viene svelato e denunciato, non senza un complice voyeurismo, con una scena finale che esplica nella sua carnalità il messaggio del film, che, sebbene con punte di sadismo a tratti incontrollato, vuole essere una voce contro la misoginia e la strumentalizzazione del corpo femminile. Il cast regge il racconto con professionalità e passione, riuscendo a dar vita ai rispettivi personaggi, in modo particolare Gregg Henry, che rimane impresso per l’antagonista che riesce a creare. In America, il film fu stroncato dalla critica, che lo vide solo come uno sterile ricalcare temi hitchcockiani ed un sadico rappresentare una violenza grafica insistita e virtuosistica. Indubbiamente l’ossessione per l’estetica penalizza questo e molti altri film di De Palma, ma è quasi un delitto non vedere oltre: in un film che si basa quasi unicamente sulla non corrispondenza della realtà con ciò che i sensi trasmettono, è impossibile basarsi per criticarlo, appunto, solo su ciò che si vede. Ottima la colonna sonora di Pino Donaggio.

TITOLO ORIGINALE: Body Double

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2 Comments

  1. ho visto questo film credo un paio di volte. Bellissimo.
    La prima volta credo proprio di averlo visto intorno a fine anni 80, in seconda serata e poi l’ho rivisto qualche anno fa e se lo rifanno me lo riguardo perchè mi è piaciuto davvero molto. La storia è interessate e abbastanza originale.

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