Il seme del male

IL SEME DEL MALE di John Carpenter. Con Ron Perlman, Caitlin Wachs, Dwayne Burcell, Bill Dow. USA, Canada, 2006. Horror.

Quinto episodio della seconda stagione di Masters of Horror, Il seme del male è il secondo film della serie realizzato da Carpenter. La giovane Angelique viene rinvenuta in stato di shock da due medici, che la portano per accertamenti nella clinica in cui lavorano. Questa è una clinica per aborti, e la ragazza stava proprio recandosi lì per liberarsi di un figlio che non vuole. Il padre, però, è un fanatico religioso anti-abortista, che, spinto da una voce interiore che lui attribuisce a Dio in persona, mette sotto assedio l’ospedale, disposto ad uccidere il personale pur di portare in salvo la figlia ed il nipote che lei porta in grembo. Ma il piccolo non è affatto un bambino normale…

Che Carpenter in televisione funzioni poco, era già chiaro da Incubo mortale, il primo episodio di Masters of Horror da lui realizzato, che seppure dava un’ottima prova del suo talento visionario, non riusciva a liberarsi di alcuni eccessi che, se accettabili al cinema, ottengono effetti alterni sul pubblico televisivo. Il seme del male non costituisce un’eccezione: Carpenter sembra qui riepilogare la propria filmografia, perlomeno per quanto riguarda i suoi maggiori successi, con un tono ironico e canzonatorio che però si abbandona al gore senza apparente giustificazione di contesto. Si parte da un’atmosfera ambigua e allucinata alla Essi vivono, con sottotesti religiosi che preannunziano ad una disfatta sociale; l’assedio della clinica non può non richiamare alla memoria Distretto 13 – Le brigate della morte, con guerriglia urbana ed insensata violenza annesse; la fine è invece una felice unione di Il Signore del Male, con gli elementi messianico-demoniaci aggiornati ad un ambiente meno clericale, e de La cosa, con il baby-demone che sembra una delle manifestazioni dell’alieno mutaforma. Il sarcasmo di fondo è quasi palpabile, in una polemica ideologica condivisibile o meno (sebbene eccessivamente generalizzata), che vede nelle posizioni anti-abortiste un fondamentalismo religioso intransigente e, a tratti, pericoloso; il film avrebbe potuto funzionare benissimo, come già Incubo mortale, senza scivolare nel torture porn stile Saw o Hostel: la scena dell’ “aborto” praticato sul primario della clinica (maschio) appare gratuita ed in certo modo compiaciuta, senza apparente rilevanza nei confronti né della trama né dell’eventuale messaggio. Resta comunque un buon episodio, sorretto da un sempre bravo e divertente Ron Perlman, caratterista di culto. Il titolo italiano è, come al solito, da censurare.

TITOLO ORIGINALE: Pro-Life

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