Animal House

ANIMAL HOUSE di John Landis. Con John Belushi, Donald Sutherland, Tim Matheson, Verna Bloom. USA, 1978. Commedia.

Prima college-comedy in assoluto, Animal House è anche il primo lavoro che vede insieme il regista John Landis e l’attore di culto John Belushi. Larry e Kent, due matricole appena iscritte al Faber College, vengono rifiutate dalla congregazione Omega, la più in vista dell’università, e finiscono col diventare membri della Delta, un luogo in cui ogni minima regola sociale viene ignorata. Il preside Wormer, però, proprio quell’anno, ha deciso di cacciare i Delta dal college, esasperato dalle loro trovate, e si appiglierà con decisione ad ogni seppur minima imperfezione per raggiungere il proprio scopo. Inutile a dirsi, i Delta, capeggiati dall’eccentrico Bluto, non sembrano affatto preoccupati dalla prospettiva di un’espulsione.

Al tempo, Animal House fece decisamente scalpore. Basti pensare che il rettore della Università del Missouri, che aveva concesso di girare il film nel proprio college, rimandò a casa la troup dopo aver letto il copione. La fortuna, per Landis e compagni, fu imbattersi del rettore dell’Università dell’Oregon, che aveva qualche anno prima rifiutato di far girare sul proprio territorio Il laureato e che aveva avuto modo di pentirsene, tanto da accettare a busta chiusa il provocatorio e irriverente film di Landis. Animal House può essere considerato come il fratello brutto e cattivo di American Graffiti: la vita di college è rappresentata ai suoi estremi, come un grottesco e continuo teatro dell’assurdo. Da un punto di vista sociologico, si può interpretare il film in vista della lotta di classe (Delta, proletari squattrinati e rozzi, contro Omega, ricchi e raffinati figli di papà), oppure vederlo come una reazione della “gente comune” alla società dell’America “da bene”. Il problema sta tutto nel fatto che Animal House sfugge qualsiasi classificazione, si inserisce in un panorama destrutturalizzante e destrutturalizzato, che non si lascia in alcun modo incasellare. Questo, certo, prima di divenire a sua volta un’istituzione e dare vita ad una prole mostruosa (leggasi Porky’s, American Pie, Maial College e via discorrendo). L’idea di base, però, rimane un classico, inimitabile per quanto imitato, immortalato da una folta schiera di fan anche negli ambienti televisivi e cinematografici, che tengono in vita il mito con continui giochi citazionisti. Il cast resta ancora nella memoria, in particolare, ovviamente, per il leggendario John Belushi, emblema del film, col suo modo di fare sregolato, di un’idiota furbizia, rozzo ed esilarante. Il film è come il suo Bluto: politicamente scorretto, cattivo ma simpatico, decisamente divertente, assurdo ed anarchico. Prima che la demenzialità diventasse uno stile di vita, c’era Animal House a prendere a calci le logiche e le strutture narrative.

TITOLO ORIGINALE: National Lampoon’s Animal House

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