Il Vangelo secondo Matteo

IL VANGELO SECONDO MATTEO di Pier Paolo Pasolini. Con Enrique Irazoqui, Susanna Pasolini, Mario Socrate, Otello Sestili. Italia, Francia, 1964. Biblico.

Tratto dal primo Vangelo sinottico del Nuovo Testamento, Il Vangelo secondo Matteo ha vinto il Leone d’Argento al Festival di Venezia. Si raccontano i fatti principali della vita di Gesù di Nazareth: l’annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti, il battesimo ad opera di Giovanni Battista, il periodo di penitenza nel deserto, la chiamata degli apostoli, l’inizio delle predicazioni, l’arrivo a Gerusalemme, l’arresto nel Getsemani, il processo con Ponzio Pilato, la condanna a morte, la crocifissione, per concludere poi con la resurrezione.

Quando uscì, Il Vangelo secondo Matteo fece scalpore, e addirittura molti esponenti della chiesa cattolica videro nel film di Pasolini un suo ritorno alla religione (il regista ebbe modo di smentire queste voci su una sua conversione coi film successivi, Teorema Porcile in particolare). A tutt’oggi, questo è da molti considerato il miglior film mai realizzato sulla vita di Gesù. Anche solo il fatto che ricevette tre nomination all’Oscar, nessuno dei quali come Miglior Film Straniero, dimostra l’inaspettato ed enorme successo che ottenne. Sicuramente, nella filmografia di Pasolini (e nel suo orizzionte ideologico) Il Vangelo secondo Matteo giunge imprevisto, ma la realizzazione lascia poco adito a dubbi: in ogni caso, non si tratta della vita di Gesù, ma della visione che Pasolini ha di essa. Normalmente, una precisazione del genere sarebbe superflua, ma non in questo caso: ciò che viene rappresentato sullo schermo è una concezione parziale e limitata di quello che, credenti o meno, è il messaggio di uno dei più grandi pensatori della storia umana. Pasolini cerca di attualizzare e politicizzare il Vangelo di S. Matteo, vestendo romani e farisei come fascisti, prendendo per il cast comparse reclutate fra la popolazione contadina delle zone in cui il film è girato (Matera, Massafra, Barile, Castel Lagopesole e La Castella), caricando il Gesù interpretato dallo spagnolo Irazoqui di un’energia quasi rabbiosa nei suoi discorsi, perfino quello delle beatitudini. I problemi più grossi arrivano quando si tratta di trasporre sullo schermo quelli che sono i tratti più trascendentali, o anche più storici, del Vangelo di Matteo: fra miracoli la cui realizzazione è talmente stilizzata da far pensare a giochi di prestigio, un calvario attraversato come fosse una passeggiata domenicale, una resurrezione fragorosa ed involontariamente ridicola, si arriva a provare quasi fastidio per il film. La dedica a Giovanni XXIII non intacca quello che è l’intento di base del regista, ossia quello di trasformare la principale fonte del marxiano oppio dei popoli in una parabola pseudo-proletaria, che non può risultare in un frammentario e limitatissimo affresco. Resta ancora il dubbio su come Il Vangelo secondo Matteo abbia potuto raccogliere così tanti consensi proprio fra le fila di quelli che avrebbero dovuto essere i suoi maggiori detrattori.

TITOLO ORIGINALE: Il Vangelo secondo Matteo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...