Into the Mirror

INTO THE MIRROR di Kim Sung-ho. Con Ji-tae Yu, Myeong-min Kim, Hye-na Kim, Ju-bong Gi. Corea, 2003. Horror.

Film debutto del regista Kim Sung-ho, Into the Mirror è stato uno dei film coreani di maggior successo all’estero nel 2003. L’ex poliziotto Woo Young-min, ritiratosi dopo aver inavvertitamente provocato la morte di un suo collega durante una missione, viene assunto come guardia privata in un centro commerciale di imminente apertura. Poco prima dell’inaugurazione, però, due dei dipendenti vengono uccisi in circostanze bizzarre. Parallelamente alle indagini della polizia, Woo decide di condurre delle ricerche per conto proprio, studiando la storia del negozio, già distrutto pochi anni prima da un incendio. In particolare, la figura di una delle vittime, la giovane Lee Jeong-hyun, sembra sinistramente legata ai delitti…

Popolare horror coreano, Into the Mirror segna il debutto del misconosciuto Kim Sung-ho. Per essere ai suoi primi passi, il regista si muove con disinvoltura invidiabile nell’utilizzo della cinepresa, costruendo un film angosciante, visivamente affascinante, a tratti spaventoso. L’idea di un mondo al di là dello specchio è fra gli incubi ricorrenti più antichi della razza umana, ma Sung-ho ne trae un thriller che rispolvera i vecchi spauracchi e li modernizza, contestualizzandoli in un centro commerciale di nuova generazione, dominato dalla cultura dell’immagine e quindi letteralmente invaso dagli specchi. Le scene dei primi omicidi sono da antologia, sinceramente inquietanti, costruite in modo da rendere anche l’elemento più prevedibile sconvolgente da un punto di vista puramente visivo, riuscendo al contempo a trasmettere un’angoscia insolita eppure familiare (già lo scrittore americano Stephen King, con la sua sensibilità tutta occidentale, aveva riflettuto sulle ambigiutà degli specchi, arrivando a sostenere che, fissando abbastanza a lungo il proprio riflesso, si può assistere ad un alienante senso di estraneità, e quindi di paura, nei confronti della persona che ci guarda “dall’altra parte”). Dove Into the Mirror è più debole è nella sceneggiatura, a tratti superficiale, che non si premura di dare tutte le spiegazioni del caso dove magari sarebbe consigliabile, lasciando in sospeso fin troppi punti, frapponendo ai momenti più adrenalinici altri di piattezza totale. Se il talento visionario non manca, assolutamente carente è invece il senso del racconto: il risultato è una sorta di ibrido, che sa spaventare (impresa non da poco, ultimamente, in un cinema di genere che tende più al raccapriccio ed al disgusto che non alla paura vera), ma che non convince né coinvolge fino in fondo. Se da una parte, vista l’inesperienza dell’autore, un’imperfezione come questa era prevedibile, dall’altro è un vero peccato, considerato che sviste da un punto di vista di tensione e tempistica rischiano di rovinare le ottime trovate estetiche. In ogni caso, da vedere.

TITOLO ORIGINALE: Geoul sokeuro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...