Jekyll & Hyde

JEKYLL & HYDE di David Wickes. Con Michael Caine, Cherryl Ladd, Joss Ackland, Ronald Pickup. GB, USA, 1990. Horror.

Tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, e dall’opera teatrale Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Thomas Russell Sullivan, Jekyll & Hyde ha ricevuto una nomination all’Emmy Award ed al Golden Globe (Miglior Attore, Michael Caine). Il dottor Jekyll è un geniale scienziato, vedovo, malvisto dai suoi colleghi medici per alcune sue teorie sulla mente umana. Quando, in un esperimento, tenta di separare da sé il vizio, la malvagità, la bestialità, crea invece un mostro, Edward Hyde, l’uomo più malvagio mai apparso sulla Terra. A fare le spese di questo suo errore saranno ben presto le persone che gli stanno più vicine, prima fra tutti la bella ed amata Sara Crawford.

Nato come miniserie televisiva di quattro ore circa, Jekyll & Hyde è stato riadattato per la distribuzione in una versione meno dispersiva e più corta dell’originale. Nonostante il tentativo di snellire l’opera, però, il film rimane uno dei peggiori adattamenti di sempre dell’immortale romanzo di Stevenson. Volendo unire alla riflessione sul progresso di scienza e tecnica a discapito dell’essere umano e della sua spiritualità una vena di romanticismo e di intrigo sentimentale (mutuata in certa misura dall’opera teatrale di Sullivan, ma decisamente intorbidita ed esasperata), Wickes realizza una sorta di ibrido fra film sentimentale e dell’orrore, non riuscendo a stabilizzarsi in nessuno dei due sensi. Fra dialoghi imbarazzanti ed una sceneggiatura che arranca per arrivare a fine film, l’unica cosa che si salva è l’interpretazione di Michael Caine, che riesce in un modo o nell’altro a dare un Jekyll credibile ed appassionato, fallendo purtroppo su tutte le linee nella rappresentazione di Hyde, che rimane una sorta di bruto bestiale e scervellato, perdendo tutta la profondità e la tragicità originarie. Le aggiunte alla storia rimandano più ad un contesto di pettegolezzi di corte che a quello di una Londra cupa e metaforica come quella che si suppone debba essere quella di Jekyll & Hyde, senza contare il fatto che gli scandali e gli intrallazzi romantici dei protagonisti non risultano mai meno che dispersivi rispetto alla trama principale. Niente riesce a catturare l’attenzione dello spettatore, e quel poco che rimane impresso è perché involontariamente comico, come il bambino nella scena finale del film, brutta copia del Patua di Davide Marotta in Phenomena. Decisamente, si poteva fare di meglio.

TITOLO ORIGINALE: Jekyll & Hyde

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