Ai confini della realtà

AI CONFINI DELLA REALTÀ di Joe Dante, Steven Spielberg, George Miller, John Landis. Con Dan Aykroyd, Vic Morrow, Kathleen Quinlan, John Lithgow. USA, 1983. Fantastico.

Tratto dall’omonima serie televisiva creata da Rod Serling, Ai confini della realtà ha vinto un Saturn Award (John Lithgow, Miglior Attore non Protagonista). Nella quinta dimensione, oltre quella che l’uomo conosce, nella zona ai limiti dell’infinito, ai confini della realtà, si svolgono cinque diverse storie: due amici in viaggio su una strada deserta rivangano vecchi miti, ma una brutta sorpresa aspetta uno dei due; un uomo d’affari razzista si ritrova catapultato in alcuni dei peggiori episodi di xenofobia della storia, sempre impersonando le vittime; in una casa di riposo per anziani gli ospiti ringiovaniscono riscoprendo un vecchio gioco; un gruppo di persone è tenuto prigioniero da un bambino con poteri strabilianti che si vuole creare una famiglia perfetta; un commesso viaggiatore assiste impotente alla distruzione dell’aereo sul quale sta viaggiando da parte di un mostro.

Ai confini della realtà vuole essere, prima di tutto, un omaggio alla leggendaria serie televisiva di Rod Serling, omaggio tanto più importante quanto presentato da alcuni tra i registi più abili e visionari del cinema americano. La struttura degli episodi, la “morale edificante”, i tempi delle storie, cercano di ricalcare, pur ripensandone ed aggiornandone la spettacolarità, lo stile del telefilm originario. L’unico episodio originale è il primo, Time Out, diretto da Landis, che si sbizzarrisce nella sua cattiveria e nel suo spirito satirico, amalgamando a dovere il black humour che lo caratterizza con una originalità non trascurabile. Purtroppo, l’episodio è ricordato principalmente per via del tragico incidente che, durante le riprese, uccise l’attore Vic Morrow e due giovanissime comparse, Myca Dinh Le, di sette anni, e Renee Shin-Yi, di sei. Il secondo episodio, Il gioco del bussolotto, diretto da Spielberg e remake dell’episodio Calcia il barattolo della terza stagione del telefilm, è in assoluto il più poetico e memorabile. Spielberg ripresenta la sua onnipresente “sindrome di Peter Pan” (poi del tutto sublimata in Hook) in un’ottica nuova, originale, dolce, nostalgica, piena di voglia di vivere e di speranza, rasserenante e sincero, con un cast eccezionale. Il terzo episodio, Prigionieri di Anthony, diretto da Joe Dante e remake dell’episodio della terza stagione Un piccolo mostro, è un’esplosione del talento visionario e bizzarramente cartoonesco del regista americano, che si riconferma come una versione indemoniata di Tex Avery. Sebbene con qualche punto debole nella sceneggiatura, rimane l’episodio più spettacolare e più spaventoso del film. Il quarto ed ultimo episodio, Terrore ad alta quota, diretto da George Miller e remake dell’episodio della quinta stagione Incubo a 20.000 piedi, vede uno splendido John Lithgow, anche premiato per la sua interpretazione, che da solo regge tutta la storia, una delle più famose e memorabili di Ai confini della realtà. Un intrattenimento di alta qualità, che raduna alcuni dei più talentuosi enfant terrible di Hollywood. Indimenticabile.

TITOLO ORIGINALE: Twilight Zone – The Movie

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