I vestiti nuovi dell’imperatore

I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE di Alan Taylor. Con Ian Holm, Iben Hjejle, Tim McInnerny, Tom Watson. Italia, GB, Germania, 2001. Commedia.

Tratto dal romanzo La morte di Napoleone di Simon Leys, I vestiti nuovi dell’imperatore ha vinto un Audience Award come Miglior Film Internazionale. Esiliato a Sant’Elena in seguito alla sconfitta di Waterloo, Napoleone realizza con i suoi fedelissimi un piano per sfuggire alla custodia degli inglesi: sostituito da un sosia, si recherà sotto falso nome a Parigi, dove, svelato l’inganno, si riappriorierà dell’Impero. La sostituzione riesce ma, manco a dirlo, il sosia non ha la minima intenzione di tornare alla sua vita di povero marinaio e si rifiuta di smascherarsi. A Napoleone non resta che condurre una vita da povero borghese…

Davanti a produzioni internazionali, sempre c’è da insospettirsi: spesso, infatti, la compresenza di più paesi alla produzione e realizzazione di un film comporta un risultato confuso, frammentario, che amalgama più coscienze e culture senza preoccuparsi di sposarle e armonizzarle. Fortunatamente, non è il caso de I vestiti nuovi dell’imperatore, che si rivela invece essere una brillante e ben riuscita commedia, che sfrutta bene le idee del romanziere belga Simon Leys (pseudonimo di Pierre Ryckmans) e riesce a trasporle in maniera briosa e divertente. Il pilastro del film è senz’altro l’ottima e divertita interpretazione di Ian Holm, che dà il meglio di sé nel doppio ruolo di Napoleone Bonaparte e del sosia Eugene Lenormand, tanto affettato e impostato l’uno quanto volgare e grossolano l’altro. Se la prima parte del film scorre senza intoppi, fra divertire riflessioni anche sul turismo e la memoria, la seconda si inceppa un po’, specie nella storia d’amore fra Napoleone e la Pumpkin di Iben Hjejle, che si rivela essere il personaggio meno riuscito del film e che rischia di rovinare anche i buoni spunti che la coinvolgono, rendendo banali, scontate e prevedibili le fasi del racconto che la riguardano. Fortunatamente, lo splendido e grottesco finale in manicomio riesce nuovamente a ribaltare gli esiti del film, e Taylor riesce con una regia che se non brillante è certo capace a trasformare una situazione quasi da barzelletta in un climax drammatico, quasi tragico. Ottima anche la colonna sonora di Rachel Portman, che accompagna l’interpretazione di Holm e degli altri splendidamente. Un ottimo esperimento di ucronia, impreziosito da un protagonista di altissimo livello e da spunti ironici e ben realizzati.

TITOLO ORIGINALE: The Emperor’s New Clothes

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...