Balzac e la piccola sarta cinese

BALZAC E LA PICCOLA SARTA CINESE di Dai Sijie. Con Xun Zhou, Kun Chen, Ye Liu, Shuangbao Wang. Cina, Francia, 2002. Drammatico.

Tratto dall’omonimo romanzo di Dai Sijie, Balzac e la piccola sarta cinese è stato presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes. Durante la Rivoluzione Culturale Cinese, i diciottenni Luo e Ma vengono inviati dal Governo a lavorare presso un piccolo villaggio sulla montagna di Phenix. Qui, i due sono trattati con una certa ostilità dai paesani, che li vedono come cittadini viziati e incapaci. La situazione cambia quando i due conscono la nipote del sarto del villaggio, di cui si innamorano entrambi, ma che verrà conquistata solo da Luo. Ma, poi, scopre un baule pieno di libri proibiti dal regime, che il trio leggerà in segreto, esponendosi a numerosi rischi.

E’ sempre un’impresa azzardata, quando uno scrittore decide di trasporre una propria opera al cinema. Il rischio più grande, in questi casi, è che l’autore, comprensibilmente legato alla propria “creatura”, cerchi di mutare il meno possibile la storia, i personaggi, gli avvenimenti, realizzando un’opera troppo didascalica e fredda; in secondo luogo, si deve tener presente l’enorme differenza comunicativa che separa la carta stampata dalla pellicola: le tempistiche, le strategie, il respiro del racconto non possono non cambiare da un medium all’altro, cosa che magari l’autore originale tende a dimenticare. Purtroppo, è in larga parte questo il caso di Balzac e la piccola sarta cinese, sicuramente un film superiore alla media, ma irrimediabilmente compromesso da un’eccessiva retorica e rovinato dalla volontà inespressa di una copia didascalica del romanzo d’origine. Certo, l’esaltazione della cultura e la libertà che può dare la conoscenza sono messaggi che passano lo stesso, ma la loro forza è purtroppo attenuata da una farraginosità narrativa che annoia e distrae. La forza principale del film sono i paesaggi: una scenografia eccezionale, con una fotografia a regola d’arte, regalano vedute mozzafiato delle montagne cinesi della provincia di Sichuan, purtroppo destinate a scomparire sotto un bacino idrico artificiale come testimoniato dalle scene finali. E’ un peccato che una piccola perla di poesia come è il romanzo Balzac et la petite tailleuse chinoise perda metà della sua forza nella trasposizione cinematografica, ma, date le premesse di cui sopra, sarebbe stato sorprendente un esito diverso.

TITOLO ORIGINALE: Xiao cai feng

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