V di vampiro

V DI VAMPIRO di Ernest R. Dickerson. Con Branden Nadon, Arjay Smith, Michael Ironside, Lynda Boyd. USA, Canada, 2006. Horror.

Terzo episodio della seconda stagione di Masters of Horror, V di vampiro è l’unico episodio della serie diretto dal regista televisivo Ernest Dickerson. Kerry e Justin, due ragazzi annoiati, decidono di andare di notte all’impresa di pompe funebri del loro paese, complice il cugino di Kerry, per vedere il cadavere di un loro coetaneo morto in un incidente d’auto. I due, però, si trovano a disturbare il pasto del loro ex professore, Chaney, diventato un vampiro. Nonostante una rocambolesca fuga, entrambi i ragazzi vengono morsi e trasformati: ora, davanti a loro, si prospetta un’esistenza fatta di sangue e morte, che Kerry però non vuole accettare.

La fama del regista, per la serie di Masters of Horror, non si è rivelata fondamentale per la qualità dell’episodio diretto, anzi, alcuni dei migliori film sono proprio firmati dai più anonimi. Da parte sua, Dickerson è un regista misconosciuto, celebre principalmente per aver più volte curato la fotografia per Spike Lee, attivo più che altro in televisione (il titolo originale del film, The V word, è una autocitazione da una delle sue serie televisive, The L word). Purtroppo, però, per lui la scarsa fama non ha significato un incremento della qualità dell’episodio, anche se V di vampiro è uno dei meno deludenti film della seconda stagione di MoH. Nonostante la trama scontata, mutuata in parte dal Martyn di Romero e Ragazzi perduti di Schumacher, e l’interpretazione dei protagonisti non proprio brillante, rimane una splendida sequenza iniziale, che vuole ricalcare (e ci riesce brillantemente) le atmosfere di videogiochi horror come Resident Evil o Silent Hill, con un’angoscia crescente che culmina in un’adrenalinica fuga da un lento ma inesorabile mostro antropofago. Notevole anche l’interpretazione di Ironside, che si diverte un mondo nei sanguinolenti panni del vampiro Mr. Chaney (il cui nome è chiaramente un omaggio ai due grandi attori del cinema classico, specie, forse, Lon Chaney Jr., che fu il nobile Alucard ne Il figlio di Dracula di Siodmak), un cattivo che se non è troppo affascinante o raffinato, sicuramente lascia il segno per la ferocia e lo spietato sarcasmo. Nel complesso, un episodio minore, sicuramente mediocre, ma che sa offrire i suoi momenti di divertimento, seppur fine a se stesso. Pretenziosa ed inutile la parte “etica” del film, con la scelta tra una vita di omicidi ed un decoroso suicidio, che ricorda troppo molti altri film di genere (fra tutti, Il buio si avvicina della Bigelow o Amore all’ultimo morso di Landis) per impressionare od appassionare. Mistero sul perché la distribuzione italiana abbia voluto echeggiare con la traduzione del titolo V per Vendetta di McTeigue, che evidentemente non ha alcun collegamento con MoH.

TITOLO ORIGINALE: The V Word

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