L’arcano incantatore

L’ARCANO INCANTATORE di Pupi Avati. Con Stefano Dionisi, Carlo Cecchi, Arnaldo Ninchi, Clelia Bernacchi. Italia, 1996. Horror.

Quinto film horror di Avati, L’arcano incantatore è stato girato completamente a Fiore, vicino Todi, in Umbria. Il seminarista Giacomo Vigetti viene mandato, in seguito ad uno scandalo con una ragazza, a vivere per un po’ con don Zanini, un sacerdote scomunicato tempo prima, “esiliato” in campagna. Qui, Giacomo viene accolto bene, anche se l’atmosfera del posto lo mette un po’ a disagio. Scoprirà presto il perché: il sacerdote con cui vive fu scomunicato per i suoi esperimenti con la magia nera, e presto il ragazzo si troverà ad avere a che fare con forze di cui non avrebbe mai sospettato l’esistenza.

Nonostante preferisca un altro genere di film, Avati non è certo digiuno di horror: i suoi due primi film, Thomas e gli indemoniati e Balzamus l’uomo di Satana erano horror, senza contare che proprio dal regista bolognese sono stati realizzati due cult dell’horror all’italiana, La casa dalle finestre che ridono e Zeder. L’arcano incantatore, in un certo senso, continua la tradizione, o perlomeno il discorso cominciato con i precedenti due, specie Zeder, in una riflessione sulla morte che si snoda fra le fobie dell’uomo e la sua folle corsa all’immortalità. L’arcano incantatore è un horror d’atmosfera, non c’è gore, non ci sono grandi effetti speciali, tutto è lasciato all’immaginazione dello spettatore, che non potrà non ritrovarsi coinvolto in quella che è una delle indagini occulte più terrificanti del cinema italiano. Più che gli interpreti, che comunque fanno la loro figura, la forza del film sta nelle splendide scenografie, che diventano macabre e cupe con un sapiente uso della fotografia. A tratti davvero spaventoso, L’arcano incantatore ha il merito di non essere mai esplicito sulla realtà o meno delle visioni dei protagonisti, lasciando fino alla fine il dubbio fra follia e sovrannaturale. Nonostante non sia fra i film più ricordati di Avati, L’arcano incantatore resta di sicuro uno dei più incisivi e impressionanti, in cui l’amore per la terra e le sue leggende si fonde con l’esperta maestria del regista nel saper raccontare storie, nel saper trasmettere emozioni. Per appassionati e non, imperdibile.

TITOLO ORIGINALE: L’arcano incantatore

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2 Comments

  1. mmm ammetto che ho un pò di riserve sull’ horror italiano.. di Avati comunque ho visto solo il ben più recente “Il Nascondiglio” e apparte tutto non era poi così male..
    questa tua recensione mi incuriosisce, cercherò di recuperarlo da qualche parte.

    *Asgaroth

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