Il buio si avvicina

IL BUIO SI AVVICINA di Kathryn Bigelow. Con Adrian Pasder, Jenny Wright, Lance Henriksen, Bill Paxton. USA, 1987. Horror.

Film cult fra i più amati e criticati, Il buio si avvicina ha vinto un Raven Award al Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Bruxelles. Il giovane Caleb una notte conosce Mae, una ragazza per cui presto comincia a provare una forte attrazione, ricambiata. Purtroppo per il ragazzo, però, Mae è una vampira, che vive con la “famiglia” in un camper con i vetri oscurati, che usa per spostarsi fra le varie “zone di caccia”. Affezionatasi a Caleb, Mae lo trasforma in vampiro, ma il resto della famiglia non approva la sua scelta e la costringe a mettere alla prova il giovane. La prova, ovviamente, sarà per Caleb il suo primo omicidio.

Inizialmente, quello che la Bigelow voleva realizzare era un western, magari rivoluzionario rispetto ai canoni del genere, ma pur sempre un western. La regista ed Eric Red, lo sceneggiatore, trovarono ben presto difficoltà a farsi produrre un film di un genere ormai caduto in disgrazia negli anni ’80, ed ebbero così l’idea di amalgamare il western con un altro genere molto popolare, l’horror. Il risultato è Il buio si avvicina, che se non ha avuto un grande successo di botteghino, si è guadagnato però in fretta un posto d’onore nel podio dei film cult degli anni ’80. Se, infatti, la regia della Bigelow risulta spesso troppo macchinosa, troppo “didattica” e legata alla manualistica del mestiere, il risultato finale, soprattutto estetico, è notevole. Il mito del vampiro viene rielaborato con un occhio a John Ford e l’altro a Bela Lugosi, fra citazioni da Dracula e da Ombre rosse, fondando a tutti gli effetti un nuovo genere, quello dell’horror on the road, che sarà fra i più imitati e celebrati del decennio immediatamente successivo. La buona caratterizzazione dei personaggi è un altro degli elementi di distinzione del film dai predecessori: laddove i vampiri in massa erano visti sì come mostri raffinati e seducenti, ma assolutamente marginali rispetto agli eroi in quanto a profondità e personalità, qui la Bigelow e Red danno un’anima a ciascuno dei componenti della famiglia di vampiri vagabondi (che riecheggiano peraltro le fobie degli anni ’70 nei confronti di hippies e compagnia), creando qualcosa di sostanzialmente diverso anche dalla famiglia di cannibali che Tobe Hooper aveva resto protagonista del suo Non aprite quella porta: se Henriksen incarna il vampiro “classico”, saggio e raffinato, Paxton gli fa da controcoro con un non-morto decisamente rozzo, yankee fino al midollo. Il buio si avvicina è un film che sa sapientemente mixare elementi appartenenti a più generi ed a più sottoculture, che si fa perdonare le incertezze di regia e di sceneggiatura (improponibile la “cura” dal vampirismo) con una costruzione quasi perfetta di caratteri nei suoi personaggi. Magari un po’ invecchiato, ma pur sempre un cult intramontabile.

TITOLO ORIGINALE: Near Dark

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2 Comments

  1. E’ vero, come i compari del filone vampiresco giovanilistico ’80, è uno di quei film che invecchiano molto vistosamente. Resta comunque il migliore del sottogenere e testimonia l’evoluzione che l’archetipo subiva in quegli anni.

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