Il gatto nero

IL GATTO NERO di Stuart Gordon. Con Jeffrey Combs, Elyse Levesque, Aron Tager, Eric Keenleyside. USA, Canada, 2007. Thriller.

Tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, Il gatto nero è l’unidicesimo episodio della seconda stagione di Masters of Horror. A Filadelfia, nel 1841, lo scrittore Edgar Allan Poe si ritrova sull’orlo del fallimento. Alcolizzato, in crisi creativa, non riesce a permettersi le cure per l’ormai molto malata moglie Virginia, né a farsi dare abbastanza fiducia dall’editore per farsi pagare in anticipo i lavori. Oltre a ciò, l’uomo si ritrova ben presto ad essere ossessionato dal gatto della moglie, Plutone, che sembra prendersi gioco delle sue sventure. Da qui a scivolare inevitabilmente verso la follia il passo, per Poe, è davvero breve.

Abbandonando per questa volta l’amato Lovecraft, Stuart Gordon porta sullo schermo un altro dei suoi (e non solo) grandi maestri, Poe, su cui aveva già lavorato con Il pozzo e il pendolo. Il problema, per quanto riguarda i racconti di Poe, è che sono stati fra i più riproposti e reinventati per cinema e televisione; con Il gatto nero, poi, si erano già cimentati, fra gli altri, Edgar Ulmer, Roger Corman e perfino Dario Argento. Il merito e l’originalità di Gordon stanno qui nel proporlo come racconto autobiografico dello stesso Poe: facendo fede alla filosofia di Wes Craven, secondo cui i migliori racconti horror (siano essi scritti o filmati) sono quelli che derivano dagli incubi dell’autore, Gordon ci trascina dentro la psiche di un genio malato, in un lento quanto inesorabile cammino che porta dalla disperazione alla follia omicida. Strizzando l’occhio alle suggestioni visive di Clive Barker e di David Lynch, Il gatto nero si rivela sorprendentemente essere un film quasi interamente di atmosfera, che poco spazio lascia allo spettacolo più comunemente inteso e magari più abusato da altri registi della serie. La buona riuscita del film dipende il larga parte da un protagonista eccezionale, Jeffrey Combs, che si cala totalmente nei panni dello scrittore americano e ne dà una rappresentazione sorprendentemente credibile e viva. Magari il finale “a sorpresa” è troppo anticipato da alcuni elementi della trama, con la risultante inevitabile di una certa prevedibilità di fondo, ma Il gatto nero di Gordon rimane uno degli episodi più godibili di MoH.

TITOLO ORIGINALE: The Black Cat

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