Giù al Nord

GIÙ AL NORD di Dany Boon. Con Kad Merad, Dany Boon, Zoé Félix, Line Renaud. Francia, 2008. Commedia.

Il secondo film più visto di sempre in Francia, Giù al Nord è stato nominato per un César Award (Miglior Sceneggiatura Originale) e per un European Film Award (Miglior Film). Il direttore delle poste provenzale Philipe Abrams viene trasferito in un paesino del Nord francese dopo aver tentato di farsi passare per invalido per ottenere un trasferimento al Sud. Spaventato dalle voci sentite in merito alla vita nel Nord, Philipe si prepara a passare tre anni terribili fra i barbari e incivili Ch’ti. Arrivato nella piccola cittadina di Sanary-sur-Mer, invece, l’uomo si ritroverà piacevolmente sorpreso nel trovare un ambiente più che ospitale ad attenderlo…

Il successo ottenuto dal secondo film di Boon in Francia è stato epocale: Giù al Nord è riuscito a superare anche gli incassi record de La grande fuga, piazzandosi secondo dietro a Titanic. Boon si diverte nel suo film a giocare con gli stereotipi dei francesi ed a ribaltarli in una commedia brillante e piacevole. Il Nord, in Francia, è considerato come in Italia il Sud: il regista e attore Dany Boon, originario proprio della regione del Nord-Passo di Calais rappresentata nel film, deride a suo modo le fissazioni e le manie dei più “inquadrati” francesi del Sud, grazie soprattutto a due interpreti eccezionali, il protagonista Kad Merad e la splendida Zoé Félix, che nel portare sullo schermo le schizofrenie e le ansie dei lavoratori in carriera del Sud francese esagerano ed estremizzano tratti comuni alla maggior parte dei paesi industrializzati, con esiti decisamente spassosi. Da parte sua, Boon si conferma anche un ottimo attore, capace peraltro di lasciare un proprio spazio anche ai comprimari, cosa che normalmente risulta difficile anche al più esperto attore-regista. Nonostante le più che vaghe somiglianze con Totò, Peppino e…la malefemmina, Giù al Nord si presenta come una commedia originale, di un umorismo travolgente che, se non proprio ai livelli di Veber, coinvolge e diverte. Tante risate, ma anche un occhio accorto alla convivenza di diverse culture all’interno dello stesso paese. La versione italiana appare ovviamente penalizzata dal doppiaggio, che rimane comunque ottimo, specie dati i numerosi, intraducibili giochi linguistici resi decentemente anche nella trasposizione da una lingua all’altra.

TITOLO ORIGINALE: Bienvenue chez les Ch’tis

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