La partita lenta

LA PARTITA LENTA di Paolo Sorrentino. Con Roberto Bernardini, Renato Gnani, Monica Dugo, Francesco Iacorossi. Italia, 2009. Drammatico.

La partita lenta è uno dei tre cortometraggi realizzati per il progetto Per fiducia. Un uomo è la sua famiglia vivono momenti difficili, vari problemi, specie di genere economico, li assillano. Nonostante le preoccupazioni, l’uomo e suo figlio vanno insieme ad alcuni amici a giocare una partita di rugby: qui scopriranno che niente è perduto fino a che non si smette di lottare.

Probabilmente il più criptico e meno immediato fra i tre cortometraggi del progetto Per fiducia, La partita lenta è forse il più affascinante. Sorrentino gioca sull’idea di crisi come mancanza, e la concretizza eliminando dal suo film colori e dialoghi, lasciando solo un enorme vuoto, prima di tutto fisico, con comparse ridotte all’osso in ambienti enormi, ma anche e soprattutto esistenziale, trasmettendo un angoscioso senso di solitudine palpabile. Non c’è comunicazione, non c’è vita, fino a che la scena non si sposta sul campo di gioco: qui si entra finalmente nel vivo del film, nel suo messaggio, trasmesso già dalla tagline: “Nella vita, come in campo, la partita è tutta da giocare”. La fiducia in Sorrentino, quindi, è il gioco di squadra, il fidarsi del compagno al proprio fianco, ma non solo: è soprattutto il continuare a giocare, a lottare, a credere, anche quando le cose vanno male, quando sembra non ci sia via d’uscita. Fiducia diventa quindi sinonimo di speranza, intesa, appunto, come fiducia nel futuro. Il limite del film sta magari proprio nel suo ermetismo, che potrebbe indisporre uno spettatore medio, magari non troppo disposto ad ascoltare un racconto con un linguaggio troppo distante da sé. Resta il fatto che La partita lenta sia un’affascinante parabola sul mondo moderno, fra silenzi assordanti ed incolmabili distanze, che portano però ad un unico, amorevole sguardo dagli spalti di uno stadio, uno sguardo che mette in discussione tutto e che spinge a reagire.

TITOLO ORIGINALE: La partita lenta

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1 Comment

  1. L’ho visto al cinema prima di Questione di cuore. Ho trovato tutti i limiti di cui tu parli, ma non sono riuscito a cogliere il significato profondo del corto. Ho percepito che dietro quelle immagini lente e grigie ci fosse qualcosa di più, ma se posso essere sincero più che farmi riflettere mi ha annoiato.

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