Terminator 3 – Le macchine ribelli

TERMINATOR 3 – LE MACCHINE RIBELLI di Jonathan Mostow. Con Nick Stahl, Arnold Schwarzenegger, Claire Danes, Kristanna Loken. USA, 2003. Fantascienza.

Seguito di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, Terminator 3 – Le macchine ribelli ha vinto un ASCAP Award per il Miglior Risultato al Box Office. 2004: Sarah Connor è morta di cancro ed il figlio John viaggia per il paese senza lavoro né fissa dimora. I militari stanno ultimando la costruzione di Skynet, e per proteggersi, dal futuro, il super computer invia un cyborg di fattezze femminili, la Terminatrix, per uccidere Connor e tutti i suoi generali della resistenza prima del “Giorno del Giudizio”. La moglie di John, invece, invia dal futuro un altro Terminator per proteggere se stessa ed il marito da giovani. Il Giorno del Giudizio è stato solo rimandato.

Inizialmente, la regia di Terminator 3 – Le macchine ribelli doveva essere affidata a Cameron, che però rifiutò asserendo che, per quanto lo riguardava, la storia era finita con Il Giorno del Giudizio. Come dargli torto? Dopo aver vagliato nomi come John McTiernan, Ridley Scott o Ang Lee, la Warner assume alla fine il semi-sconosciuto Jonathan Mostow di U-571, scelta quantomeno curiosa, e riesce a richiamare del cast originale solo Schwarzenegger (e la quasi comparsa Earl Boen), ricevendo un rifiuto sia da Ed Furlong che da Linda Hamilton. Che la storia sia finita col secondo episodio è palese: nessuna idea degna di nota, in questo terzo film, con situazioni ed addirittura intere scene ricalcate su altre dai predecessori. Unica ventata d’aria fresca la dà la splendida Kristanna Loken, modella reinventatasi come attrice, che nei panni della sexy cyborg T-X dà qualche lezione a Schwarzy sul concetto di “sesso forte”. Per il resto, si stenta a vedere un qualche motivo plausibile per un progetto del genere, escluso ovviamente quello economico, fronte su cui la produzione non ha avuto di che pentirsi. Schwarzenegger è ormai troppo vecchio per il ruolo e non convince più come dieci anni prima, Stahl sembra fuori luogo e spaesato in ogni scena e Claire Danes vorrebbe imitare la grinta e l’energia di Linda Hamilton con risultati decisamente non all’altezza. Lungi, dato il successo, dall’affondare il franchise inaugurato da Cameron, Terminator 3 – Le macchine ribelli rappresenta in ogni caso un brusco calo qualitativo, appiattendo lo splendido universo di Terminator ad un blockbuster senz’anima né ingegno. Impresentabile il titolo italiano.

TITOLO ORIGINALE: Terminator 3: Rise of the Machines

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2 Comments

  1. A me è piaciuto e dire che io sbavo per la saga e avevo alte aspettative. Non al livello dei primi due ma per i miei gusti non sfigura e lo sconvolgimento della linea è più coerente che il finale del secondo. Infatti secondo me è abbastanza infantile pensare che bastasse uccidere lo scienziato per evitare il disastro, T3 focalizza meglio quale era il fulcro 🙂

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