Star Trek XI – Il futuro ha inizio

STAR TREK XI – IL FUTURO HA INIZIO di J. J. Abrams. Con Chris Pine, Zachary Quinto, Karl Urban, Eric Bana. USA, 2009. Fantascienza.

Undicesimo film tratto dalla serie tv di Gene Roddenberry, Star Trek XI – Il futuro ha inizio è un prequel a Star Trek. James T. Kirk è un ragazzo scapestrato e ribelle, cresciuto senza la guida del padre, morto durante l’attacco di una misteriosa nave romulana alla sua USS Kelvin. Quando riceve l’invito del capitano Pike ad arruolarsi nella Flotta Stellare, anche solo per curiosità accetta. Qui, Kirk si fa subito conoscere, barando per superare un test impossibile. Sospeso, viene lasciato a terra quando la nave romunlana che uccise il padre, la Narada, ricompare. Grazie all’amico McCoy, Kirk riesce comunque a salire a bordo dell’Enterprise…

I fan della serie provarono un improvviso e ben giustificato terrore quando venne diffusa un’intervista al regista J. J. Abrams, poco prima dell’uscita del film, in cui dichiarava di non aver mai amato la serie classica di Star Trek, a suo avviso troppo lenta e noiosa e priva di azione. L’idea di base del nuvo Star Trek, infatti, è quella di unire i due più redditizi franchise della fantascienza contemporanea: Star Trek per quanto riguarda ambientazione e idea di futuro, Star Wars per i ritmi, l’attenzione data allo spettacolo ed agli effetti speciali. Fino ad un certo punto, Abrams rimane fedele al proposito: cancellando con un colpo di spugna la continuity della serie classica (e quindi delle successive) con l’espediente già ampiamente sfruttato in Voyager ed Enterprise del viaggio nel tempo e delle dimensioni alternative, “modernizza” gli eroi degli anni ’60, dando loro nuovi volti e modificandone in parte il carattere, ma, grazie soprattutto alla sceneggiatura dei fedelissimi Kurtzman ed Orci, lo spettacolo non è l’unico padrone della pellicola, ed una trama appassionante e ben costruita fa passare in un baleno le due ore e passa del film. Il cast, poi, è in gran parte azzeccato: Pine non è esattamente Shatner, ed appare un po’ troppo strafottente per risultare simpatico, ma considerato il ruolo che gli viene affidato nella storia la sua scelta è congeniale; Quinto è perfetto per Spock, ed il suo confronto diretto con Nimoy non fa che dimostrarlo; Karl Urban è il migliore attore sulla scena, incredibilmente simile a DeForest Kelley, ironico e divertito; la splendida Zoe Saldana rimpiazza Nichelle Nichols come icona sexy della serie, modernizzando i gusti ed anche, fortunatamente, il carattere del personaggio, abbastanza per renderla più emancipata e forte dell’originale; Simon Pegg è quello che convince di meno e non rimpiazza a dovere Doohan nel ruolo del simpatico ma imbranato Scotty; John Cho stupisce nei panni di Sulu, che furono di George Takei, trasformando la scherma classica del personaggio in una letale arte marziale più simile ai combattimenti dei Jedi di Star Wars che a D’Artagnan; Anton Yelchin sostituisce Walter Koenig nei panni del russo Chekov, imbranato e timido, penalizzato magari da un doppiaggio macchiettistico; peccato per Eric Bana, che non convince fino in fondo nei panni del vendicativo minatore Nero, troppo superficiale e scontato per coinvolgere. Nel complesso, un esperimento riuscito, che non delude del tutto le aspettative, sempre che non ci si aspetti una fedele ritrasposizione dell’unvierso di Roddenberry.

TITOLO ORIGINALE: Star Trek: The Future Begins

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