Codice Magnum

CODICE MAGNUM di John Irvin. Con Arnold Schwarzenegger, Kathryn Harrold, Sam Wanamaker, Darren McGavin. USA, 1986. Azione.

Quinto film di John Irvin, Codice Magnum è una delle prime pellicole che ha visto Schwarzenegger protagonista. L’ex agente FBI Mark Kaminsky, buttato fuori per via dei suoi metodi violenti, viene contattato dal suo ex capo, Harry Shannon, per una missione che potrebbe riabilitarlo come agente e farlo rientrare nel Bureau. Sotto l’alias di Joseph Brenner, Kaminsky deve infiltrarsi nell’organizzazione mafiosa dell’imprendibile Luigi Patrovita e distruggerla dall’interno, scoprendo nel frattempo chi è la sua talpa all’FBI. Niente di più facile, per uno come lui.

Già dopo i fasti dei due Conan e di Terminator, Schwarzenegger poteva permettersi un film come questo, basato esclusivamente sulla sua preseza scenica e, quindi, sul suo incredibile fisico di Mister Universo. Irvin non è certo un novellino del genere, ma sa piegarsi quando vuole alle esigenze di botteghino: così, Codice Magnum si risolve in una gigantesca sparatoria accidentalmente e saltuariamente attraversata da qualche barlume di trama, fra scazzotate improbabili e decisamente impossibili confronti alla Mucchio Selvaggio, con un eroe solitario che da solo sbaraglia centinaia di nemici, accomunati da una stupidità probabilmente genetica ed una pessima mira. Se da parte sua Schwarzy riesce a prendersi un po’ in giro nella caratterizzazione (?) del personaggio del brutale Kaminsky, tamarro e sbruffone come pochi, la sceneggiatura ha il non secondario difetto di prendersi decisamente troppo sul serio, trasformando quello che poteva essere un piacevole film ai limiti del farsesco in un baraccone senza un briciolo di ironia, finendo inevitabilmente per renderlo di una noia mortale. Sì, perché se all’inizio le improbabili imprese dell’agente FBI tutto muscoli e battute sagaci possono divertire, a lungo andare, senza un minimo di variazioni sul tema, la cosa finisce per stancare. Senza un comprimario valido che sia uno, Schwarzenegger si ritrova a dover sostenere tutto il film da solo, e la cosa, perlomeno negli anni ’80, è decisamente fuori dalla sua portata. Intollerabile, poi, il buonismo più che forzato dell’epilogo, irritante ed involontariamentte comico. Solo per appassionati, e nemmeno tutti. Incomprensibile il titolo italiano.

TITOLO ORIGINALE: Raw Deal

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