Tre metri sopra il cielo

TRE METRI SOPRA IL CIELO di Luca Lucini. Con Riccardo Scamarcio, Katy Saunders, Mauro Meconi, Maria Chiara Augenti. Italia, 2004. Drammatico.

Tratto dall’omonimo romanzo di Federico Moccia, Tre metri sopra il cielo ha vinto un Globo d’Oro per il Miglior Attore Esordiente (Scamarcio) e la Grolla d’Oro per il film più venduto in homevideo. La diciottenne Roberta Gervasi, detta Babi, studentessa modello di una famiglia della Roma da bene, conosce Stefano Mancini, detto Step, di un anno più grande, un ragazzo che si divide fra risse occasionali e corse clandestine in motocicletta. Inizialmente, fra i due corre un forte astio, ma dopo poco che si conoscono, nasce un profondo amore, che li vedrà avvicinarsi nonostante le estrazioni diverse. La storia, ovviamente, sarà travagliata.

Parlare di “romanzo” riferendosi al best-seller di Federico Moccia è a tutti gli effetti una forzatura, dove non un’offesa per gli scrittori veri. Fatto sta, però, che il mediocre libriccino dell’autore romano è riuscito a raggiungere il proprio scopo in brevissimo tempo: conquistare il cuore ed i sogni di stormi (o greggi) di teenager in cerca di facili storie d’amore, guadagnando miliardi in pochi mesi. Date le premesse, una riduzione su grande schermo era inevitabile. Di buono, Tre metri sopra il cielo ha che, dato il cambio di media, non risente della spiazzante mancanza di stile che affossa le pagine del romanzo, ribadendo come sia più facile nascondere la mancanza di talento dietro la macchina da presa piuttosto che dietro quella da scrivere. Lucini riesce, per quanto possibile, a realizzare un film vedibile, il cui difetto maggiore si risolve con l’essere la trama scontatissima, che ricicla luoghi comuni di decine di storie d’amore diverse, che presenta uno dopo l’altro personaggi macchiettistici della profondità di un mandarino e che sacralizza gli aspetti più tristi e insipidi della società contemporanea ed in particolare delle generazioni giovani. Il resto, scorre come se fosse acqua: una colonna sonora piacevole nella misura in cui copre dialoghi imbarazzanti (firmata Francesco de Luca, Alessandro Forti e Tiziano Ferro), paesaggi romani da cartolina, attori che riescono in qualche modo a salvarsi la faccia anche dopo un’impresa del genere. Il furbo Scamarcio ha più volte ripetuto di aver accettato il ruolo di Step solo per farsi un nome e poter cominciare, dopo, a fare cinema “vero”: dati gli incassi, i guadagni personali e l’elezione a santino preferito dalle ragazzine, chi può dargli torto?

TITOLO ORIGINALE: Tre metri sopra il cielo

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3 Comments

  1. quanto di più scontato e banale la mente umana potesse concepire -_-
    Posso capire che a 16 anni ad una ragazza possano piacere storie di questo tipo, ma mi rattrista sapere che per molte persone anche superata l’ adolescenza rimangno un libro e un film cult ç_ç non c’è giustizia al mondo..

    *Asgaroth

  2. avrei tanti commenti da fare su scamarcio ma evito…perche si deve sempre iniziare da cose così basse per fdare successo’?? sei bravo, bene dimostralo…il punto è che la bellezza senza il saper recitare conta poco
    ely

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