Terminator Salvation

TERMINATOR SALVATION di McG. Con Christian Bale, Sam Worthington, Moon Bloodgood, Anton Yelchin. USA, GB, Germania, 2009. Fantascienza.

Sequel di Terminator 3 – Le macchine ribelli, Terminator Salvation è il primo capitolo di una nuova trilogia della saga. La guerra fra umani e macchine è ormai scoppiata, il Giorno del Giudizio non è stato evitato: John Connor guida una piccola cellula della Resistenza, unendo però tutta l’umanità rimasta tramite messaggi via radio. Quando da alcuni progetti rubati a Skynet la Resistenza scopre che il prossimo obiettivo delle macchine è Kyle Reese, Connor si espone per salvarlo, sapendo che il ragazzo è destinato ad essere suo padre. Sulla sua strada, incontrerà l’ambiguo e misterioso Marcus Wright, cyborg che si crede umano…

Dopo averlo annunciato per anni, la Warner realizza finalmente il quarto capitolo di Terminator, affidandone la regia al McG dei due Charlie’s Angels. L’idea è quella di ambientare una nuova trilogia nel futuro post-apocalittico intravisto nei precedenti film nelle visioni di Sarah Connor, in modo che, alla fine, si ricolleghi con il primo film di Cameron. Niente (o quasi) paradossi temporali e continuity intrecciate, stavolta, ma solo azione alla Starship Troopers, fra improvvisati commando umani e spietati cyborg dalle forme fantasiose. McG, pur essendo un regista assolutamente impersonale, sa giostrarsi bene nelle due ore e passa di Terminator Salvation, fra effetti speciali all’avanguardia, improbabili riflessioni pseudo-filosofiche sulla natura umana, ammiccamenti ai fan dei primi film. A dargli man forte un sempre in forma Danny Elfman, che rielabora i temi di Brad Fiedel in maniera personale e originale, ed un cast decisamente all’altezza, a partire da Christan Bale, per niente a disagio a riprendere un ruolo già interpretato da Ed Furlong e Nick Stahl, ma anzi caratterizzandolo con l’aria da eroe tormentato e malinconico già collaudata nella nuova serie di Batman. Al suo fianco, un granitico e semi-inespressivo Sam Worthington, funzionale fino a che la recitazione vuol lasciar trasparire il suo essere macchina; un’angelicata Bryce Dallas Howard, che riprende il ruolo di Kate che fu di Claire Danes nel terzo capitolo e lo sublima a salvatrice/guaritrice; il simpatico ed impacciato, Anton Yelchin, che riesce a non sfigurare eccessivamente nel rimpiazzare Michael Biehn come Kyle Reese; una splendida e combattiva Moon Bloodgood; un’odiosa e folle Helena Bonham Carter; ed un integerrimo e severissimo Michael Ironside. A sorpresa, un cameo di Arnold Schwarzenegger, seppur digitale, con la faccia (quella dell’84) del governatore della California sul corpo scultoreo del bodybuilder Roland Kickinger; anche Linda Hamilton torna in fotografia ed in voce nel ruolo di Sarah Connor. Una sorta di fiera, quindi, che vede azione adrenalinica sposarsi ad un citazionismo ammiccante, alla ricerca del sostegno dei fan perduto con l’ultimo film. Disimpegnato, divertito, magari un po’ troppo fracassone, Terminator Salvation riesce comunque a risollevare, seppur di poco, le sorti di un franchise che sembrava affondato del tutto.

TITOLO ORIGINALE: Terminator Salvation

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