Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant

ADRENALINA BLU – LA LEGGENDA DI MICHEL VAILLANT di Louis-Pascal Couvelaire. Con Sagamore Stévenin, Peter Youngblood Hills, Diane Kruger, Lisa Barbuscia. Francia, 2003. Avventura.

Tratto dalla serie a fumetti Michel Vaillant di Jean e Philipe Graton, Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant è stato girato durante la 24 ore di Le Mans del 2002. Il team automobilistico Vaillante si prepara a partecipare alla 24 ore di Le Mans, partendo come favorito grazie al pilota Michel Vaillant. Contro di loro gareggia il team Leader, capeggiato dalla spietata Ruth Wong. La Wong non ha alcuna intenzione di perdere la gara, e adotterà qualsiasi mezzo, compresi sequestro ed omicidio, pur di vincere. Michel, assieme agli amici e colleghi Steve Warson e Julie Wood, cercherà invece di vincere la corsa onestamente, dando il meglio di sé.

I fumetti della famiglia Graton (padre e figlio) hanno fatto storia: oltre ad aver intrattenuto con le avventure su carta di Michel Vaillant, i disegnatori e scrittori francesi avevano anche realizzato una serie televisiva ed un cartone animato ispirato alle gesta del loro eroe; un adattamento cinematografico era solo questione di tempo. Quando a scrivere la sceneggiatura di Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant approdò Luc Besson le speranze per un buon film sembrarono essere fondate. Speranze del tutto infrante una volta che il film vide la luce: Adrenalina blu è probabilmente uno dei peggiori film che negli ultimi anni la Francia ha esportato, olte che un pessimo adattamento delle tavole dei Graton. I personaggi mancano di carisma, spesso di semplice carattere, la trama è banale, i colpi di scena, pochi, assolutamente prevedibili, mentre una sorta di buonismo sportivo di fondo riesce a rovinare anche scene che avrebbero potuto costituire qualcosa di più (basti ad esempio la scena finale dell’arrivo al traguardo della Le Mans). Il difetto principale di Adrenalina blu, però, è principalmente uno solo: la spiazzante ed indisponente noia che tutto permea dal primo all’ultimo minuto di film. Non basta una fastidiosa retorica sulla correttezza sportiva, non basta una caratterizzazione piatta ed irritante, dialoghi imbarazzanti, scene d’azione assolutamente statiche nonostante la velocità in esse celebrata: il tutto dev’essere condito da una piattezza assoluta a livello di ritmi e di scelta dei tempi, arrivando a far percepire interminabile l’ora e mezza di durata. Se questo sia un difetto di base nella sceneggiatura di Besson oppure uno stravolgimento dovuto alla regia dilettantesca di Couvelaire non è indovinabile, fatto sta che niente, in Adrenalina blu, riesce ad appassionare, e l’adrenalina del titolo italiano si stenta a capire dove sia. Non basta un uso sufficientemente esperto dei colori o l’esaltazione di uno sport, l’automobilismo, che in Francia e nell’ovest europeo in genere va per la maggiore: la qualità del film rimane ai minimi storici.

TITOLO ORIGINALE: Michel Vaillant

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