La morte di Empedocle – Quando di nuovo la terra risplenderà per voi

LA MORTE DI EMPEDOCLE – QUANDO DI NUOVO LA TERRA RISPLENDERA’ PER VOI di Danièle Huillet, Jean-Marie Straub. Con William Berger, Vladimir Baratta, Howard Vernon, Andreas von Rauch. Francia, Germania, 1987. Drammatico.

Tratto dall’omonima opera teatrale di Friedrich Hölderlin, La morte di Empedocle – Quando di nuovo la terra risplenderà per voi ha ricevuto una nomination per un Golden Berlin Bear. A causa delle maldicenze del gran sacerdote di Agrigento, il filosofo Empedocle viene esiliato e forzato a vivere da vagabondo assieme al suo fedele discepolo Pausania. Dopo qualche anno, pentiti di aver cacciato uno spirito tanto grande dalla propria terra, gli agrigentini si rimettono sulle tracce del sapiente, cercando di convincerlo a tornare ed a governare la città. La scelta di Empedocle, però, sarà tragica ed inaspettata.

Nel trasporre sul grande schermo la tragedia di Hölderlin, Huillet e Straub adoperano uno stile unico, particolare, degno del materiale trattato. Girato completamente in Sicilia, La morte di Empedocle – Quando di nuovo la terra risplenderà per voi ha per principale fine quello di trasmettere la forza e la profondità delle parole del poeta e drammaturgo tedesco: la stessa recitazione è ridotta ai minimi termini, nessuna mimica, le parole vengono scandite secondo la divisione della metrica in poesia, ogni emozione viene trasmessa esclusivamente da ciò che viene detto, e non da come o da chi. L’intero film è costruito come un dialogo fra il filosofo agrigentino e la Natura, vista come Assoluto, come Tutto, elemento che solo i più saggi e sapienti possono raggiungere all’apice della loro vita, ma che la Cultura, la Religione, ogni istituzione o “mediatore” cercano di allontanare dal saggio. Non tanto i personaggi in sé, ma ciò che rappresentano è al centro dell’attenzione dei due registi: la sapienza contro l’istituzione (falsa mediazione), il popolo che cerca un pastore e che lo trova solo quando questi decide che è giunta l’ora che esso cammini da solo, la gioventù che per prima riconosce la grandezza ma ne è allontanata dalla paura dell’opinione comune. Il limite del film è, chiaramente, il suo spirito elitario: ben lungi dall’essere un film per il grande pubblico, La morte di Empedocle si pone chiaramente nella posizione di chi ha un messaggio da trasmettere, ma che non è interessato nella ricezione del messaggio stesso. Non che ciò sminuisca il valore dell’opera in sé, ma indubbiamente una maggiore accessibilità garantirebbe anche all’opera di Hölderlin una vita più completa, lontana dalle teche in cui l’ha rinchiusa la Cultura che lui stesso combatteva: la lotta all’inaccessibilità del sapere viene così portata avanti da una forma di sapere per definizione inaccessibile.

TITOLO ORIGINALE: La mort d’Empédocle ou Quand le vert de la terre brillera à nouveau pour vous

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