La notte dei morti viventi

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI di George A. Romero. Con Duane Jones, Judith O’Dea, Karl Hardman, Marilyn Eastman. USA, 1968. Horror.

Tratto dal romanzo Io sono leggenda di Richard Matheson, La notte dei morti viventi è il primo lungometraggio di George Romero. Improvvisamente,senza che nessuno sappia il perché, i morti escono dalle tombe e cominciano a vagare per città e campagne, con un solo scopo: mangiare la carne dei vivi. Le prime vittime dell’epidemia sono Barbara e suo fratello Johnny, in visita alla tomba dei genitori al cimitero: Johnny viene ucciso da uno zombi, Barbara invece riesce a rifugiarsi in una casa di campagna assieme ad un pugno di superstiti. Ha inizio da quel momento una disperata resistenza ad un assedio di morti viventi.

C’è poco da dire sulla qualità de La notte dei morti viventi: è e rimane uno dei migliori horror mai realizzati. Inizialmente finanziato solo da Romero e dai suoi colleghi dell’agenzia pubblicitaria in cui lavorava, il film ha visto pian piano aumentare i finanziamenti fino a raggiungere la pur sempre modesta cifra di 114.000 $ di budget (limitazione che spinse il regista a realizzarlo in bianco e nero). Il punto di forza de La notte dei morti viventi è l’accidentalità del genere horror: Romero voleva criticare determinati problemi d’attualità, ed ha scelto come tramite quello che era all’epoca il genere più commerciale, e quindi più fruibile da un vasto pubblico. Gli elicotteri, i rastrellamenti, l’assedio in sé non possono non far pensare ad una visione allegorica della guerra in Vietnam, all’interno della quale sono inseriti riflessioni sulla Guerra Fredda, sull’ipocrisia e la cattiveria della borghesia, sul razzismo, sul libero commercio di armi negli Stati Uniti. Il lento ma inesorabile incedere degli zombi è indice poi, come sarà per tutti i film della serie, di problemi a lungo ignorati perché “lontani”, ma destinati a distruggere la società (il mondo) creato dall’Occidente capitalista. Un horror politico come mai prima d’allora, polemico, rivoluzionario nel suo sfatare e palesare ogni singolo tabù dell’America bene (dal cannibalismo al nudo integrale, dal matricidio edipico all’anti – happy ending). Fin dall’inizio della storia, la situazione sembra disperata; la fine non fa che confermare la sua assoluta irrimediabilità, con il mondo diviso fra morti viventi e uomini altrettanto mostruosi che sparano a qualsiasi cosa si muova. Presentandosi subito come abile regista, Romero condisce il tutto con un’atmosfera quasi insostenibile di angoscia e claustrofobia, spaventando più nell’interminabile attesa dell’attacco dei morti piuttosto che nelle loro esibizioni antropofaghe. Il cast, composto interamente da illustri sconosciuti, la maggior parte dei quali non tornò più al cinema, è sorprendente nella sua immedesimazione nei rispettivi ruoli, elemento, questo, che non fa che aumentare il coinvolgimento, e quindi la paura, dello spettatore. Inimitato, La notte dei morti viventi segna non solo l’ingresso di un grande maestro nel mondo del cinema, ma anche la nascita di un nuovo tipo di horror, più maturo e impegnato, più “serio”, che sa sfruttare al meglio le proprie caratteristiche per smascherare la società ed i “veri mostri”. Un capolavoro.

TITOLO ORIGINALE: Night of the Living Dead

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1 Comment

  1. Ne ho visti così tanti di film sugli zombi ( causa fratello e amici appassionati ) che a volte faccio fatica a distinguerli….
    Comunque i primi di Romero sono stati sicuramente i capostipiti del genere ! 😉

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